MALEDETTA PENNA

Maledetta penna
che guidi il flusso
alla foce dell'esistenza
del mio sangue nero, avvelenato
da carcasse ben curate
che si sono spacciate per amori
e mi dai l'illusorio sollievo di stendere
su questi fogli le mie pene
che poi sono le mie mille pelli offerte
e sempre rifiutate
per l'armonia di ogni anima che cercai

- Maledetto indice artificiale
di un ipotetico Dio maldestro
che mi costringi a ricamare i peccati
con lettere su questo bianco lenzuolo
appeso nel silenzio degli anni
passati tra i tormenti di un muscolo assuefatto
pigro alle gioie, insensibile alle illusioni
e che fa il suo dovere nel petto

- Maledetta donna
che misuri lo sputo di questi anelli neri
e non te ne va bene nessuno
mentre ti si illumina il viso
nei miei tentativi sprecati

- Maledetto magico arnese
alloggiato nelle mie dita
che illudi il prestigio di mettere in pace
queste mie angosce
di addolcire i tormenti per ogni voce che legge
ma non vedi che ci sono solo occhi distratti
pronti a esaltare solo se troppo e distante
..................il dolore.................

- Maledetta pistola che spari senza colpire
le ombre segrete di ogni poeta
fabbricante di sogni che non prendono forma
nel cinismo del mondo

- Maledetta penna
sei solo un chiodo nella sala d'attesa
di un lercio bordello
dove un illuso appende il cappello
per il turno di un amore da convincere
mentre questi dona l'ennesimo scaltro sorriso
programmato
e che tu poeta confondi
col brillare di una stella nel finto cielo
del tuo cervello.

(dal volume Voci dall'inferno)

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Michael Santhers

 

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