MONSIEUR FRUSCELLA'

Era di Morcone
paese seduto in una valle stanca
sottomessa ai soprusi degli inganni

Spinto da incauti dispensieri
di gioie locali non bastate
e giustificate dal sorteggio della sorte
partý in cerca di un'altra vita
emigr˛ in Francia
esattamente a Parigi

Rovesci˛ il cappello
per farlo sembrare una barca
e lo poso sulla Senna
e gli disse
porta lontano i miei dolori
verso il mare d'Italia

Monsieur FruscellÓ entr˛ nel sogno
trov˛ un'amore che parlava
una lingua dolce
che senza chiavi gli apriva il cuore

Si sentý chiamare monsieur, monsieur
pens˛ fosse la traduzione del suo nome
che gli sembr˛ un'incanto

Si convinse che tutti lo conoscesero
e lui si voltava per sorridere e salutare
con inchini

Un giorno stanco di annuire
con la testa un p˛ pensante
non rientr˛ da una distrazione
e fu travolto da un tram

E mentre l'anima lo abbandonava
.... monsieur, monsieur, monsieur FruscellÓ
FruscellÓ, FruscellÓ..

Io pensai
non c'Ŕ patria in grado di convertire
destini giÓ scritti.

(dal volume Un temporale acclamato con nuvole dirottate)

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Michael Santhers

 

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