Un grido

Solo.
Aspetto il gran violinista.
Una nota
sullo spartito fitto di suoni
pacata, silente
col ventre nero
ed il capo reclino
sul lungo collo sottile.
Molte come me
han giÓ compiuto
il loro esistere.
Altre attendono sul rigo
a pancia vuota
o accoppiate
o sovrapposte
con valori diversi.
Man mano
la melodia consumata
ci rende inutili.
Un sedicesimo. Breve esistenza!
Due quarti, fortunata!
Conosco il mio dovere.
Attendo, composta, il turno
per gridare e,
finito il mio tempo
(un trentaduesimo? un quarto? chi sa?)
torner˛ a tacere.
Un giorno,
il gran violinista
ricorderÓ tutto il motivo
e nel fischiettare spensierato
mi riporterÓ alla vita.
Esistenza sciocca
dispersa dal vento.
Ma tu
potrai riavermi accanto
modulando il ricordo
e il cuore gonfio di nostalgia
sulla giusta lunghezza d’onda.

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Macmax2
8 Marzo 1988

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