L'angelo
Ancora negli orecchi rimbombi
cupi
esplosioni d'una guerra non voluta;
negli occhi il volto rabbioso
di un nemico mai odiato;
dita affondate nel fango
di una vita disprezzata.
Disperato tentativo di non finire, rantolando,
preghiera o grido,
ti cerco con l'ultimo fiato
ti chiamo, ma nel silenzio del campo di morte
Tu taci
eppure vicino braccia pietose,
sė, Ti riconosco,
protese a soccorso,
il tuo nuovo angelo,
curano ferite antiche
e non sono solo
non sono pių solo.
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