4 settembre

Tempesta sull'Elba
Un dý dall'alto ov'Ŕ vergine foresta
Ŕ giunto da colÓ con la saetta il grido di tempesta.
Scura la notte circonda le nuvole del cielo
cosicchŔ l'ira scaricano sul mare a tanta rabbia
per anco come l'omo d'avarizia fa' molestia
consequenziale della gola a seco torce
a devastare quella dai secoli immutata sacra terra.

Par attonito l'omo a tal castigo, ma con animo doglioso
l'occhio posi e vi riempia d'un segnale un'eco vasta
in tanta parte onde traggere dall'orrore
d'uragano e nubifragio a calamita'.

Sia con l'arte poi con l'asta
si ritorga a faccia vista pura e casta
dalla schiera degli inetti se ne esca;
quand'Ŕ l'alba o neolitica isola d'Elba
non riprenda a scatenarsi la tempesta.

E torni l'omo ad accrescer la bellezza
per scavarvi un po' di cielo con il fiore
nelle profonditÓ dove lo sguardo
si riaprirÓ al mare con l'amore, lÓ,
dove la pioggia fecondarÓ la terra e poi il cuore.

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Jos Red's

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