Ricordi

 Non mi ricordo l'infanzia perchè
ho perso la testa in un vicolo buio.

Contando le squame di un serpente,
giocando con i fulmini, accendiamo
le candele della speranza.

Sanguinando come Cristo e la sua
Corona, il nostro sangue genera
rose profumate con spine velenose.

Cercando in un bosco il nostro
fungo commestibile, strisciando
fino a sera, fino a quando la luna
non si riempie di luce e sveglia
i pipistrelli senza occhi.

Ma quando le candele si consumeranno,
le rose appassiranno, le nostre spine
si infetteranno, i nostri ricordi
riaffioreranno...

 

(n.d.s.)
a distanza di quattro anni da quando ho scritto questa poesia, molte "candele si sono consumate, molte rose sono appassite, altrettante spine si sono infettate, di conseguenza molti ricordi sono riaffiorati" causando dolore e benessere allo stesso tempo, non bisogna mai chiudere i nostri ricordi in una stanza buia, che siano belli o brutti....

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Francesco Russo

 

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