Dumbo

Come sembrano reali
tutti i sogni che al mattino
col risveglio repentino
spesso giudico banali.

Sogni belli, assurdi, strani,
personaggi fantasiosi,
donne, mostri, cowboys, Indiani,
come nei film più famosi.

Ma il mio sogno ricorrente,
che non mi può abbandonare,
con stupore della gente,
mi consente di volare.

Il subconscio mio lavora
perché son così pesante,
o è la fantasia che ancora
mi considera un infante,
fatto sta che senza ali,
con un balzo spicco il volo,
salto i tetti ed i fanali,
canto come un usignolo.

Mi diverto immensamente
nel provare tale ebbrezza
e sul viso ho la carezza
della fresca aria pungente.

Vedo tante luci in basso
che mi mostrano il cammino
e vi giuro che è uno spasso
volar come un uccellino.

Al chiarore dell’aurora,
come fossi un aeroplano,
molto in alto volo ancora
e il paese da lontano
rassomiglia a un fazzoletto;
e con quello strano effetto
bruscamente mi ridesto.

Quella gioia e leggerezza,
e quel senso di dolcezza,
son finiti troppo presto.

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Domenico Franco Pollero

17/10/2001

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