Settembre

Settembre,
il mese più cantato,
mi diverto a sollevare
di un po’ il coperchio
dalla padella
a sbirciarvi il mistero
del mais che in festa
scoppietta e si trasfigura
in bianchi ectoplasmi
di polistirene.
Schizzano via i pop corn
come ortotteri celiferi,
sciame famelico
di locuste migratorie.

Come Giovanni il Battista
*
- la voce d’ogni poeta
che grida nel deserto -
ne mangio a manciate
fino agli ultimi duri grani
non dischiusi.
Ne mangio intorno al fuoco
**
vellutato del mio maglione
rosso di ciniglia.
E il mio nome di nativo
d’America sia di Riccetto,
mai più di Cavallo Pazzo.

E c’è vecchia musica,
il passato che trasporta le mie dita
su immaginario Moog
in impressioni di settembre
e sul Mellotron disegnano
per aria sospese
gli accordi armonici
per giocare ancora col mondo,
rimetterne insieme i pezzi
e non più guerra a umanità.
*

*******

* Or in que’ giorni comparve Giovanni il Battista, predicando nel deserto della Giudea… Or esso Giovanni aveva il vestimento di pelo di cammello ed una cintura di cuoio; ed il suo cibo erano locuste e miele selvatico (Matteo 3).

** L’Autore si immagina intorno al fuoco di un campo di pellerossa. I nativi d’America furono infatti gli scopritori del pop corn. “Riccetto” fu il primo nome di “Tashunka Uitko” ovvero “Crazy Horse”. Il nome di “Cavallo Pazzo” lo assunse in qualità di guerriero. Quindi si allude alla speranza che mai più gli uomini debbano mutare se stessi in funzione di altre guerre.

*** Riferimento a “Impressioni di settembre” della PFM e a “Luglio, agosto, settembre (nero)” degli Area (Giocare col mondo facendolo a pezzi… Non è colpa mia / se la tua realtà / mi costringe a fare / guerra all’umanità). Polisenso: l’altro settembre nero dell’11 settembre 2001..

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Davide Riccio

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