Birra

Così bevo alla bottiglia
un’altra birra bionda,
capezzolo bruno
che non è petto materno
eppure vi assomiglia.

Ne bevo finché ne ho il tempo.

Quando liberi dal corpo
- secondo il Libro dei Morti -
dovessimo vivere ancora
non l’acqua, l’aria, il sesso
(ma neanche i miei dischi),
bensì la trasfigurazione ignota,
e invece di pane e birra
(e point de brie
e le briciole sulla cerata)
sarà solo pace nel cuore
in eterno uguale a se stessa
come lobotomia,
come l’oppiomania.

Prima di una eternità
senza mai un cattivo piacere
bevo alla bottiglia
un’altra fresca birra bionda,
capezzolo bruno
che non è petto di Maria,
seno al sapiente
e latte spirituale,
ma che più della salda sobrietà
appassita e a suo modo più folle
vi assomiglia.

Sfumerò nel fruscio
alla fine del nastro
non più registrato
e registrabile,
un disciogliersi di compressa
effervescente
nel bicchiere d’acqua
della creazione
per dissoluzione del mondo.

Incrodato alpinista sulle parole,
qui giunto
non posso più salire
né ridiscendere.

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Davide Riccio

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