I minatori

Assettati papÓ,
che ti racconto un po' di cose antiche.
Quando dietro ai vetri
picciriddu, sentivo lu canto straziante di li minatori.
Con la carriola di zolfo ancora intra l'occhi
iddi, si trascinavano stanchi e lenti, lenti.
La luna era alta nel cielo
e io, facevo fatica ad addormentarmi ,
allora mi cullavo con quelle nenie
che sapevano di lavoro amaro,
disperazione , angosce.
Eppur dentro quel canto
c'era amore.
L'amore dell'attesa del ritorno,
d'un piatto caldo e forse di un sorriso.

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Daniela Lampasona

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