Mare

MARE,
mondo ovattato, silenzioso.

Universo di suoni attutiti, estranei:
parole storpiate e indecifrabili
pronunciate da una schiera lontana di muti,
oscuri striduli di un leggendario Perseo
chiuso in una cassa in fondo al mare…

MA-RE, onomatopea del suo incessante moto.

Mare come onda calma che si propaga distesa
e riempie la mente di un nulla di pace;
come onda rabbiosa
che si infrange e rifrange 1000 volte in 1000 scogli diversi;
come onda anomala
che passa e travolge, lasciando strazio e miseria.

Il mio MARE,
madre,
acqua che nutre, ventre rigonfio, mistero di vita.

MARE che calma,
che placa l’arsura
che spegne i bollori e raffredda gli umori.

MARE come tomba senza terra
Sepolcro senza croce
Eterno lavacro.

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Cinzia Malosti

c.malosti@elbasun.com

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