Ei miei anni ribelli
( Echi di gioventù )

Eravamo solo dei giocattoli
vestiti con parole urlate,
marionette della commedia inventata
cechi che cercavano la fortuna
dove l’ignoto si nascondeva al domani.

Mi facevo tante domande
ma “ il perché “, idolo della vittoria,
non aveva risposte da barattare con la storia.
La strada era quella sognata da tanti.

Perché chiederci dove portava?
Io ero come gli altri, eravamo in tanti,
l’era del nuovo sapeva di arrivato,
di vincente.

Così come attori sul proscenio del cielo,
senza mai vedere la brocca dell’acqua – vita,
ci trovammo nell’orma del tempo,
venduti al mercato dei sogni falliti.

Il credo negli ideali, nella libertà per tutti
per me si fermò nello sguardo d’una ragazza
con i colori d’una storia d’amore.

Presi una goccia di fiume dal vento
e disegnai l’arcobaleno,
poi, ritrovati nello specchio i sogni scordati,
presi l’impronta d’un fremito di luce
e misi il bavaglio ai cocci del cuore.

Sul sentiero fiorito, davanti alla vecchia casa,
il cielo a ventaglio senza palazzi, siringhe, affanni,
senza le promesse dei facili guadagni,
c’era solo gramigna, ortiche, la vecchia falce,
gli amici dell’infanzia, quelli veri, ritrovati.

C’era un’anima scalza che incontrava un bambino,
c’era il mio mondo, quello vero, disegnato dal destino.

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BiElle

 

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