Attesa nel porto

Non andrò per le vie del mondo:
ho gettato un'ancora d'oro nel tuo porto.
Non scaverò altri tesori
cercando in isole perdute sulle mappe.
Ora la mia barca è sicura dai marosi;
non aprirò un'altra vela ai venti
per non lacerare il mio cuore
gonfio del tuo amore!

Ora che non ho più te,
mia musa della notte e del mattino,
ogni parola che mi nascerà dal cuore
la offrirò sopra un altare
tra rose rosse profumate
e teneri rametti di mimosa,
per ricordar ognora di te
sempre ogni cosa.

Ora che non ho più te accanto,
torna vivo il ricordo:
nasce un antico sentimento
tornato nel ricordi
dei tuoi doni e quando
m'offrivi assaggi
d'un prematuro paradiso
rubandomi, felice,
un tenero sorriso,
acceso per te,
sulle mie guance.

Son dolci i ricordi ora
a illuminare il viso:
s'accendono le immagini
mentre radiosa m'appare
la luce dei tuoi occhi
profondi come il mare.
M'era caro lo sfiorar
Della tua mano delicata,
sul mio viso,
mentre fissandomi negli occhi,
disegnava leggera l'infinito.

Ora che non ho più te,
la mia vita si riempie
di tempo senza ore:
sono lancette senza corona.
La notte, il giorno,
ti penso a me vicina.
mentre tu,
libero uccello del paradiso,
sei già volata via
attraversando il mare dell'oblio
lasciando il nido vuoto,
dove piangendo,
sono rimasto io
nell'attesa or.
di spiccar quel volo anch'io.

Ora le mie braccia
aperte e vuote,
son ali chiuse,
sono solo attese:
immagini
che il vento da ponente
soffiando lentamente
sulle vele aperte,
spazzerebbe via;
ma la mia barca è in porto:
non prenderà altre onde.

Il sole l'illuminerà
nella tarda alba
e nel veloce tramonto
e nella notte,
il faro acceso,
frugando tra le stelle
ti manderà un segnale:
lì ancor son io
e per te... il cuore mio!.

(12.10.2002)

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Alexnovo

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