Lascia che sia la vita

No, non scacciare questo pensiero…
Di cui ne ho visitato la sorgente
Nel tuo cuor ora in conflitto
Tra solitudine, voler e non voler
S’è ahimè ferito
e or grida muto e sofferente.

No, non vivere i silenzi miei…
Che pur sono reali solo al tuo sentire:
Sono silenzi sordi e prigionieri
In un maniero senza nome e senza porte
Dove i sogni vagando
cercano ansiosi una via di fuga.

Lascia che sia la vita…
Il fiume in cui immergere l’amore
Come un canto di un coro
A cento, mille voci unite
E nel riascoltar dolcemente quella voce
Lo possa dissetar senza più fine.

Certo son io che s’accenderà il calore…
Tra tante lagrime di gioia:
Sarà come il Sole dell’estate
Che brillando sull’onde del tuo mare
Farà della vita un canto assai soave
Donato a noi per regalar ancora vita.

Nell’attesa che questo sia compiuto…
Placa il dolore pensando alla mia voce
Che per te è sempre così viva.
Diventa compagna, sussurro, lode
Benché sia lontana amica,
Anche nelle sere povere di stelle
In cui la Luna non mostra a te la faccia.

Nell’attesa di un alba inaspettata…
Grida nel petto tuo con canti di liberazione
Questo tuo sogno che ognòr si fa reale:
Mentre il ricordo diviene materiale
Afferra la mia mano, ancor virtuale,
amica vera oltre le dita:
con te unita
sarà capace di condurci assai, assai lontano..

(7.6.2003)

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Alexnovo

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