Il triste lui

Si affolla di aleatorie sofferenze / nella cecità di un oscuro tunnel fittizio /
ammorbato dal piacere del dolore / con la bramosia di chi vuole ma non desidera /
streguandosi alla guisa di un cane / scivolato nel buio /
adescato da una luce illusoria / oggetto di chi ha perso la morbidezza del sentimento /
e prega il Cielo di raggiungerla / cosciente della conoscenza di vendersi a un mondo che non gli appartiene. /

Lacrimando dentro, dolendosi della sua essenza incontaminata / tradendo i propri valori e la propria spontaneità /
contribuendo alla debolezza dei vinti. /

Naturalezza, erge i forti e affonda i deboli / regalando l’agognata felicità /
a chi persiste sulla propria strada / affrontando gli ostacoli /
riuscendo infine a far sorgere il proprio sole / fra le colline della serenità.

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Alessandro Verona

 

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