La maschera di Pierrot

Spesso vago,
delirando,
in cerca di una dispersa favola,
ma poi l'orrore,
e tremano i miei denti.

Campi di grano finti
e luminosi sentieri,
delle foglie i fruscii,
acque che sgorgano da ruscelli dipinti,
s'impossessano del mio mondo.

Alcune volte sogno davvero,
sogni senza tempo,
disperati, fannulloni,
e si confondono i cieli,
immensi spazi, di diversi mondi,
e non oso alzare lo sguardo,
perché vedo sempre ali senza corpi d'uccello.

Si avvicinano automi che marciano suonando
cornamuse e fanfare,
vedo orrende scene,
disperate creature,
inciampo su gente magra,
su stomaci etiopi
che dimagriscono non lontano da me.

Sogno una donna che si "cosparge" di profumo francese,
indossando diamanti,
grassa e volgare,
donna che calpesta serpenti viscidi
e urlanti.

Mi sveglio e
mi soffoca l'alba,
orrendo persino del gallo il canto.

Sono Pierrot,
ecco perché piango.

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Alessandro Gioia

 

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