Autoanalisi

Sconta la pena gettato via il seme peccato mortale ruvido idiota sfrega!
Lacera!
Sull’asfalto tuoi lacerti sanguinolenti su bianca polpa nervi scoperti dolore confina con morte e mai morte redime l’indegno tuo corpo suadenti pulsanti infernali intromessi irrilevanti sottilissimi come bava sottile invisibile di ragna fetida ancorancorancorancora crescono giganti dominano riempiono guidano ipnotici suggestivi inconcludenti ruinosi dunque, c’è una cosa dalla quale dipendono tutte le altre cose.

E’ la disposizione dei pezzi.

Quando l’arrocco è un ammasso di gangli fanno spazzatura
che attira mosche moscerini vermi bozzoli bruchi topi sottotopi
chiaviche mangiano escrementi fanno escrementi mangiano escrementi.

I muri delle torri sono crepati da più parti millenarie,
 muffe funghi torrioni suppergiù crollanti ora o non ora,
quindi, la disposizione dei pezzi cambiarla in un colpo?

Cambiare per cambiare? Cambiare? Cambiare senza cambiare? Amare senza amare? Amare? Godere?
Lasciarsi accarezzare il petto? E tirare i peli? Fa male? Chiedere chi è? Chi è? Farsi leccare gli occhi? Lasciarsi rabbrividire, andare aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhh.

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Alberto M. D. Rosso

 

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