Amare senza limiti
Se mi
ammazzassi lo farei ammazzandomi dolcemente
togliendo ad ogni minuto mezzo millesimo di
secondo
ad ogni
ora una punta di sbieco di sorriso
ad ogni giorno bevendo una goccia di blando veleno
e mi accorgo che è quello che già sto facendo.
Poi
penso a quelli che muoiono a dosi massicce:
lebbrosi, tubercolotici, affamati,
poi
penso a quelli che muoiono in un colpo,
a quelli che muoiono ammazzati,
e poi
penso a quelli che non muoiono mai
come Annalena Tonelli
e mi
accorgo che l’immortalità dei màrtiri
come lei, come Gesù, come Gandhi,
sancisce il fallimento dell’umanità
come
una moneta che sta andando fuori corso
con una faccia idiota che ride davanti alla tivù
ed un’altra che piange.
E mi
accorgo che è lei la maestra di tutti i poeti,
che stiamo morendo perché non riusciamo ad amare
che è meglio una risata idiota che una poesia
ermetica
perché
siamo in stato di allarme
e le parole più belle non sono parole
ma è la vita di Annalena.