Libertà

C’è chi, nella maggioranza di Governo, lo ha detto chiaramente: “La legge Cirami l’abbiamo fatta apposta per il processo di Milano a carico di Cesare Previti”. Attenti a non gioire per l’onestà intellettuale. Il motivo principale, si dice, è che da parte della Procura di Milano c’è stata una specie di persecuzione.

C’è chi, invece, nella maggioranza di Governo si ostina ancora a dire che la legge Cirami se la sono approvata “affinché i cittadini abbiano uno strumento per difendersi dalla sospetta parzialità di un giudice” .
Perché la legge, nella maggior parte redatta dal re magio forzitaliota Melchiorre Cirami, regola in maniera diversa il diritto dell’accusato di essere giudicato da un magistrato in “assoluta serenità” come dice la legge.

Il legittimo sospetto esisteva già nella legge italiana solo che il nuovo testo portato in dono da Melchiorre allarga in confini quasi inesistenti la possibilità di vedere la legittima suspicione un po’ ovunque. Perciò appena un avvocato vede che le cose si mettono male per lui e per il suo assistito può invocare la legge Cirami e sospendere il processo e posticipare la pena (in alcuni casi può anche essere salvato, in caso di prescrizione, cioè estinzione della durata della pena prevista per un determinato reato). Lo so, parlare di diritto, di tribunali e di leggi non è il massimo della comodità.

E allora vi porto subito un esempio sugli effetti dorati che la legge Cirami ha avuto oltre che sospendere il processo a carico dell’onorevole Cesare Previti.

Qualche anno fa, infatti, a Belluno Annalisa Baldovin fu uccisa da un signore di origine slava (di nome Davor Kovac), perché lui s’era infatuato di lei e lei non ne voleva sapere. L’avvocato difensore del Kovac non ha perso tempo e ha chiamato in causa la legge Melchiorre.

Casa delle Libertà, si chiama la coalizione di centro-destra. Ora inizio ad avere un legittimo sospetto su cosa questo voglia dire.

Pignolo 6 novembre 2002 - Diego Pretini

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