Pianificare

Capire il centrodestra, lezione cinque.

Votazioni in Senato per la legge Cirami, che regola in modo nuovo il legittimo sospetto. Il numero dei senatori della maggioranza presenti in aula è troppo minore al quorum che ci vuole per permettere il voto. Allora i senatori della Casa delle Libertà (nome quanto mai più adatto) la pensano alla grande. Chi è presente vota anche per gli assenti.

Infilano le mani in quelle tasche dei banchi dei senatori assenti e votano sì alla legge.

Questi signori li chiamano “pianisti” per il modo in cui si vota (cioè: con una mano per un voto, ma con due, inevitabilmente, per due voti).

Il gruppo della Margherita riunisce una ventina di foto, registra la diretta televisiva e scrive una lettera. Poi manda il tutto al presidente del Senato che, lo ricordiamo, mangia in mutande (basilare, averlo saputo). E viene fuori che chi ha torto è il capogruppo della Margherita al Senato, Willer Bordon che, dice il suo collega del Ccd D’Onofrio (glorioso ministro dell’Istruzione nel 1994 nel Berlusconi I), ha commesso “un’inqualificabile aggressione”.

Perché, dicono dal centro-destra, la diffusione di foto e filmati sui “pianisti” è stata un’azione in malafede, subdola e premeditata, tendente a fare scempio della verità che ha quindi vilipeso le istituzioni e offeso gravemente i senatori”.

Provo a spiegare con una metafora.

Un poliziotto ruba, no? Un poliziotto ruba e, secondo la legge dello Stato italiano, deve essere punito. Perfetto. La notizia va sul giornale. Il ladro poliziotto cosa fa? Inizia a urlare. Si mette in piedi su una sedia e inizia a dire che mettere la notizia sul giornale vuol dire vilipendere la polizia e tutti i corpi di Stato esistenti e offendere tutti i poliziotti d’Italia.

L’ultima parola, di solito, chi la deve mettere? Il giudice, il presidente della giuria. E chi fa l’arbitro, il giudice nel caso “pianisti”? Marcello Pera, che, lo ricordiamo, mangia in mutande. Pera, che, lo ricordiamo, mangia in mutande, dice che “le votazioni sono state regolari”.

Scrivo di sport, di solito. E quando l’arbitro sbaglia, cerco sempre un modo carino per dire a chi ha deciso quell’arbitro per quella partita: meglio che questo signore fischi in altre partite, fa male al gioco e a chi gioca. Ci provo, almeno.

Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, è intenzionato di rimettere l’immunità parlamentare.

Capito la differenza?

Pignolo 12 novembre 2002 - Diego Pretini

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