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Capire il centro-destra, lezione quattro.

Continua il nostro viaggio nei meandri delle menti illuminate di chi ci governa e di chi aiuta a governarci, ossia la maggioranza. Berlusconi è imputato – lo saprete – nel processo Sme, per il reato di falso in bilancio (avrebbe preso dei soldi dalle sue società per usarli per corrompere i magistrati in una causa civile intentata contro Carlo De Benedetti).

Ma – saprete anche questo – lo scorso anno la maggioranza è riuscita, tra le urla disfattiste e comuniste, a far passare una legge per cui uno che è imputato per falso in bilancio può essere prosciolto (per prescrizione del reato, cioè per estinzione della durata della pena) dopo cinque anni, invece che dieci o addirittura quindici per quanto riguarda i casi più gravi (come quello del presidente del Consiglio).

Il pubblico ministero impegnato in questo processo, Gherardo Colombo, ha chiesto alla Corte di Giustizia europea se questa legge può essere idonea alle normative dell’Unione. Perciò il processo è stato sospeso dal tribunale. Tutto lecito, insomma.

E cosa dice l’avvocato difensore di Silvio Berlusconi, l’onorevole Gaetano Pecorella?

Le seguenti parole: “C’è una giustizia per tutti e ce n’è una diversa per il Presidente del Consiglio”. Evvai, ho pensato, l’hanno capito anche loro. E invece Pecorella dice che in sostanza il conflitto d’interessi è degli italiani che si sdegnano per quello che fa la maggioranza ai piedi del Cavalieridente. E’ proprio arrabbiato, Pecorella.

Ma com’è possibile che una legge fatta dalla maggioranza guidata da Silvio Berlusconi, si chiede l’avvocato di Silvio Berlusconi, debba essere rinviata proprio per Silvio Berlusconi?

E’ giustizia, questa?

Pignolo 9 novembre 2002 - Diego Pretini

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