Alla romana

“Capire il centrodestra”, lezione tre. Dopo Eleonora, missitalia 2002, e l’onorevole Gianfranco Miccichè, vice-ministro dell’Economia, il personaggio che ci aiuta a capire la Casa delle Libertà è un altro forzitaliota.

Non li scelgo a caso: insomma, quello del “Salva-la-vita-e-anche-ciò-che-sta-più-giù Previti” è il partito più votato d’Italia. Si chiama Filippo Mancuso, fu nel 1994 uno dei ministri della Difesa più sfortunati della Repubblica Italiana, vista la durata in vita dell’esecutivo berlusconiano dell’epoca. (Apro e chiudo la parentesi: siccome gli italiani stanno molto attenti, cos’hanno fatto dopo che Berlusconi al governo aveva fallito in pieno in meno del tempo di una gravidanza? Lo hanno votato di nuovo).

Filippo Mancuso è un uomo del Sud e lo si sente quando parla, perché sembra una tastiera del computer. Non tanto per la velocità e la scorrevolezza in quello che dice, ma anche e soprattutto per il rumore che fa: tarattarattaratatà.

Non si capisce una mazza, in sostanza, quando parla Filippo Mancuso. Ma quando si vuol far capire Mancuso, si applica. E ne dice di cotte e di crude.

Mancuso, ex-magistrato, è stato votato il 13 maggio nelle file della Casa delle Libertà. E’ stato uno dei fedelissimi di Silvio I di Arcore. E’ stato. Ora non lo è più. Perché Silvio gli ha fatto un dispetto (non l’ha scelto per il Consiglio Superiore della Magistratura che gli aveva promesso) e da quel momento non si parlano più, anzi quando si parlano, rischiano di dirsene di brutte. Soprattutto lui, Mancuso.

E allora in mezzo a tutto il caos che c’è nella politica italiana, ogni tanto si sente la vocina anziana e mitragliante di Filippo il Rompi. Mancuso è come quei bambini che tirano la manica dei babbi. Uno è lì tranquillo che si guarda in santissima pace la vetrina e arriva il bimbo di rincorsa da una vetrina poco distante di giocattoli e comincia ad aggrapparsi alle maniche (allungandole anche di qualche centimetro) e a dire Vieniavederevieniavederevieniavedere per un’ora, un’ora e mezzo.

Mancuso è così, quando s’arrabbia. Maggioranza e opposizione si urlano nei rispettivi musi bavosi, nemmeno fossero cani rabbiosi e lui da dietro, saltellando per farsi vedere, urla cose incomprensibili a tutti, perché la scena ce l’hanno loro e loro stanno urlando alla grande e non sentono quello che dice la parte avversaria, figurarsi il piccolo Mancuso saltellante.

Ora: la stampa e la televisione non hanno mai dato visualità a questo settantenne, incacchiato nero con Berlusconi, ma sta dicendo cose molto pesanti che nessuno ascolta o, meglio, nessuno vuole ascoltare e fa di tutto per farlo zittire. C’è chi gli dice “Vecchio rimbambito”, c’è chi gli dice “Come cavolo parli?”, c’è chi gli dice “Ma va là”. Ma lui niente, va avanti e tarattarattarattatà.

Le cose pesanti che dice Mancuso sono state in ordine:

     1. Tutte le leggi che fa il governo in materia di giustizia vengono fatte da Berlusconi, il ricattato, per Cesare Previti, il ricattatore.

     2. Gli onorari dei processi Previti vengono pagati tutti da Berlusconi.

Proprio così. Mancuso lo dice a Radio Radicale, l’unica emittente che mi sento di battezzare come davvero obiettiva tra tutte le esistenti in Italia tra tv e radio. Filippo il Rompi avrebbe toccato con Previti il tema del costo del processo e l’ex-ministro (Previti, per chi non lo sapesse e si stupisse, ragionevolmente) avrebbe detto: “No, io non c’entro, paga tutto il presidente”.

Ecco perché Previti non ha pagato le tasse, poverino. Era la forza dell’abitudine. Pagava tutto Berlusconi e lui non c’era mica abituato a tirare fuori il portafogli.

Ma se paga tutto il presidente, perché non dà una spallata all’inflazione che sembra Pantani al Giro del 1999, quando ancora aveva l’ematocrito al 49,999999 percento? Se paga tutto il presidente, perché continua a rinfacciare ‘sto fantomatico buco nei conti pubblici all’Ulivo, che non si sa c’era anche prima o se è venuto dopo? Se paga tutto il presidente, perché far soffrire ulteriormente Termini Imerese e Arese?

Se paga tutto il presidente, stasera avrei proprio voglia di una pizza. Speriamo non chiami anche Previti, perché se il presidente la paga a me, a me tocca pagarla a Previti. Sapete, l’abitudine.

P.S. Per chi non lo sapesse l’ematocrito nel sangue di ognuno di noi si aggira intorno al 35 percento. Un sangue alterato è ammissibile dall’antidoping sportivo fino al 50 percento, perché può variare, pare, anche con le condizioni psicologiche, termiche e perfino politiche. Pare che in un prossimo disegno di legge a firma del ministro della Sanità ci sia l’iniezione nei corpi di tutti gli italiani di almeno un poco di sangue blu. Troppo rosso stona, avrebbe tuonato il presidente.

Pignolo 7 novembre 2002 - Diego Pretini

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