La nuda verità

Non so, francamente, se l’Auditel conti qualcosa. Di certo non meno di Datamedia quando fa i sondaggi sulla popolarità del presidente del consiglio. Quello che so ancora meno è per quale folle, illogica, irragionevole, imponderabile, inconcepibile, non idealizzabile motivazione novecentomila persone, quando hanno saputo che Gianni Morandi era comparso in televisione con i boxer, il microfono e stop, hanno messo rapidissimamente Raiuno.

Novecentomila persone non sono poche. Sono la quantità di persone che ha riempito Piazza San Giovanni alla manifestazione di primavera della Cgil, sono la quantità di elettori che hanno spostato da destra a sinistra Enzo Biagi e Roberto Benigni con Il Fatto di qualche sera prima dell’election day del 13 maggio. Novecentomila persone sono tre volte Livorno, tre volte Cremona, tre volte Nova, sono tutta Firenze, tutta Bologna, tutto il Trentino Alto Adige, mezza Budapest, mezza Macedonia e non stiamo parlando di frutta.

Gianni Morandi seminudo l’hanno voluto vedere tre persone su dieci che erano davanti alla televisione. Il gesto del ragazzo-che-come-me è stato spiegato come una replica a chi nella scorsa settimana non ha fatto altro che parlare del punto percentuale di share che Uno di noi, una noia colossale, ha perso nei confronti di C’è posta per te, una noia colossale (perché io mi diverto solo in seconda serata? C’è qualcuno che può spiegarmelo?).

Morandi ha dimostrato da che cosa è guidato ‘sto benedettissimo Auditel che pare più importante dell’Istat, quando invece serve ai manager delle televisioni per spiegare le porcherie che mandano in onda. La risposta che danno questi dirigenti alle critiche sono quasi sempre del tipo: E’ questo che vuole la gente. Ed è vero. Perché se novecentomila persone cambiano canale o accendono la televisione perché hanno saputo che Morandi è in boxer e attacca l’Auditel (capirai, monologo contro i potenti), se il record di ascolti per Porta a Porta è stato per una delle prime puntate dedicate al mattatoio di Cogne, se programmi d’informazione dove davvero si capisce qualcosa del mondo (un esempio: Otto e mezzo de La 7) viene ignorato dalla stragrande maggioranza delle persone, vuol dire che i dirigenti della televisione fanno bene a propinarci le schifezze che ci propinano.

I film belli (non le fiction patetiche) sui canali in chiaro li vediamo solo dopo due-tre anni dalla loro uscita nei cinema. Il vero sport (non la Coppa Italia) lo vediamo quasi tutto sul satellite.

Ogni tanto c’è un pazzo criminale come Carlo Freccero, ex-direttore di Raidue, che accetta l’idea di un altro pazzo criminale come Alessandro Baricco, scrittore, e tutt’e due, i pazzi criminali, mettono in prima serata – in prima serata – un programma fatto interamente da musica jazz e blues, brani di testi letterari di tutto il Novecento, tre attori a recitarli e uno scrittore, lui, il pazzo criminale, a spiegarli. Il tutto sottovoce. Quella trasmissione mise insieme due milioni di spettatori. “Totem”, andato in onda nel 1998, mi pare, ha girato fino a poco tempo fa per quelle riserve indiane chiamate “teatri”.

La consolazione è che, per quel poco che so di matematica, due milioni sono più di novecentomila..

Pignolo 24 settembre 2002 - Diego Pretini

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