...di Mare

 

La roba

A certi professori deve aver dato di volta il cervello.

Bressanone, quasi austro-ungheria. Scuola media “Alessandro Manzoni”. Qui c’era una caserma, prima, vicino resta sempre l’ospedale. Prima media. Un ragazzino si porta in classe un profilattico. Per fare il “grande” con gli amici e con le ragazze di classe. Per fare il “ganzo”, si dice in Toscana. Per fare il bullo. Qualche ruffiano canta all’orecchio della prof.

“Era nelle sue mani, glielo giuro. C’era tipo un anello, no?, e attaccata all’anello, della plastica strana. Aspetti, com’è che l’ha chiamato? Mi pare conservativo. No, forse… Qualcosa come profitterol”.

La notizia arriva alla preside. Che si ricorda che: primo, siamo a Bressanone, quasi austro-ungheria; e secondo, questa, prima, era una caserma. E allora decide per sette giorni di sospensione.

Un’umiliazione per un dodicenne che non ha certo fatto male a nessuno. Anzi. A cosa servono i cicli di educazione sessuale di tre-quattro giorni che vengono fatti in ogni scuola italiana? A fare bella figura?

Educazione sessuale non insegna solo cosa succede prima, durante e dopo che si fa l’amore. Insegna anche cosa di male può portare, perché tutte le cose belle da fare nascondono qualcosa di brutto. La nutella fa venire i brufoli, giocare a pallone fa sudare, andare con la testa bagnata in motorino fa vanire l’influenza, ascoltare Nicola Piovani rende inebetiti e via dicendo.

Prendere quel preservativo, metterlo sulla cattedra e iniziare a spiegare cos’è, a cosa serve e perché va usato poteva essere l’occasione della vita della signora Rosa Desant Bruccoleri, preside della scuola media “Manzoni”, ex-caserma di Bressanone, quasi Austria.

La signora Desant Bruccoleri l’ha buttata nel water, l’occasione, e ha tirato, tronfia, la catenella, certa d’aver fatto la cosa migliore, in quanto preside, in quanto portatrice del diritto, in quanto legge fatta persona.

La faccia di bronzo della signora Desant Bruccoleri (nessuno si azzardi a qualificarla come professoressa, perché questa donna è l’opposto della parola insegnare) è tale da chiedere al babbo del ragazzo se anche lui teneva in casa “quella roba”.

Eroina, coca, lsd, merce di contrabbando? No, un preservativo. “Quella roba”, signora Desant Bruccoleri, potrebbe essere la salvezza di molte persone nei Paesi del Terzo Mondo, dove le epidemie sono fiumi in piena.

Immagino che la signora Desant Bruccoleri, visto quel che fa e quel che dice, abbia come minimo ottantacinque anni e allora capisco perché ci sono problemi di posti di lavoro nella scuola. Oppure, se la signora DB non ha minimo ottantacinque anni, ha sicuramente subìto un viaggio nel tempo dal passato (più o meno dall’epoca giolittiana) tale da rendere assolutamente obsoleti (e non vorrei essere riduttivo) i neuroni che vivono, polverosi, nel cranio della signora Desant Bruccoleri.

La televisione, senza dubbio lo strumento più utilizzato da tutti e figuriamoci dai bimbi di dodici anni, è piena zeppa di culi, di tette e non solo a ore antelunari.

Quello, signora Desant Bruccoleri, sarebbe stato il momento più bello e più intenso della sua vita da insegnante. Lo ha buttato, credendo che fare la preside di una scuola-media debba essere uguale a fare il vigile urbano che fa le multe alle auto in doppia fila.

Ultimo vezzo giornalistico-statistico: accadono sempre al Nord questi casi di “germanicità”, di “teutonicità”, di “militarità” e la presenza delle virgolette non vuol dire che siano tre eufemismi, ma solo che nel Devoto-Oli non esistono.

Nel marzo del 1994 due fidanzatini di Varese vennero sospesi cinque giorni, perché si erano baciati dentro le mura del liceo. Giustificazione della sospensione apposta dal genialoide del preside: “Un comportamento oltre il buonsenso”.

Un bacio? Oltre il buonsenso, un bacio? Si fanno fumare pacchetti interi di sigarette, sigarini, cannette, spinellicchi nei bagni e un bacio è oltre il buonsenso?

Probabilmente il preside di Varese era in macchina con la signora Desant Bruccoleri, tornando dall’era di Giolitti. Forse pensano che con il bacio si possano prendere malattie che portano la morte, chissà.

L’unico consiglio che, a questo punto, mi viene da tirar fuori è questo: preside di Varese, signora Desant Bruccoleri, perché non vi incontrate a metà strada, cenetta a lume di candela, tait a tait, vestiti come si deve, gelatina lei, signor preside, trucco e permanente lei, signora DB, e poi concludete la sera con un film al cinema, che è un posto al buio, dove si possono anche allungare le mani, in posti dove si può, voglio dire, e poi andate a casa di uno dei due, che presumo sia liberissima?

Ah, dimenticavo: mi raccomando, passate dalla farmacia. Lì urlate: “Roba mia, vientene con me!”. Non so se il dottore capirà, ma tentar non nuoce. Non è mica un bacio.

Pignolo 4 settembre 2002 - Diego Pretini

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