...di Mare

 

Xkè?

Ho sempre desiderato essere controcorrente, essere diverso dal gruppo. Questo non vuol dire che ci sia riuscito, anzi penso che ci siano state molte volte in cui abbia fallito in pieno in questa missione. Però l’ho sempre voluto.

Non so spiegare nemmeno bene il perché, francamente. E’ un esibizionismo silente, il mio. Non di uno che si mette a ballare in mezzo ad una stanza piena di gente o di uno che inizia a urlare per farsi sentire. E’ silente, perché cerco di distinguermi dalla massa, nel pensiero, nel modo di atteggiarmi, anche, volendo, nel modo di vestirmi.

Alcuni mi danno del “morto”, altri dell’ “equilibrato”. Io sono vanitoso per certe cose e questa è una di quelle. E sicuramente sono tronfio per quell’ “equilibrato”. Perché bisogna sempre ricordare i complimenti e dimenticare i fischi.

Ora scopro che faccio parte di un gruppo di resistenza, una parola che mi fa venire i brividi.

Infatti il Corriere chiama “gruppo di resistenza” coloro che nei messaggi dei cellulari e nelle chat scrivono ancora c le c. Prerogativa all’inizio prettamente femminile, questa di scrivere la ch con la k, per con la x e ho tanta con ottanta sta dilagando anche tra i maschietti.

Ora anche parole con la c dura (tipo casa) adottano, in sms, chat e (leggo sul Corriere) anche nei compiti a scuola, la k. Non si dice solo ki, skerzo, skizzare, kiave, ma ora anche amiko, kane, kuore, karino e gli ultimi tre mi sono venuti con l’iniziale che è la cosa più terribile.

Già odiavo nn al posto di non e d, t, c, al posto di di, ti, ci.

E’ qualcosa di mostruoso xò al posto di però. Lo ammetto, negli sms, mi viene ogni tanto di levare la o al non e di scrivere cmq invece di comunque, ma è solo per problemi di spazio, anche perché non sono uno molto sintetico quando mi metto a scrivere in qualunque modo esso lo faccia (non l’avevate capito?).

Ma si arriva anche a Ho tanta voglia scritto con 80 voglia, si arriva a Se dici una bugia con 16 1 bugia e addirittura (leggo: per fortuna non ho ancora sperimentato cose del genere) Se tanta scritto con 70.

Mi sento di non essere d’accordo con il professor Cortelazzo, docente di linguistica italiana all’Università di Padova, che al Corriere dice: “Questa tendenza potrebbe finalmente risolvere un equivoco storico della lingua italiana: la discrasia tra grafia e fonetica”.

Cortelazzo la chiama “una rivoluzione dal basso perché per una volta non è una regola imposta dall’Accademia della Crusca, ma si tratta di una scelta funzionale decisa dai parlanti stessi”. E per finire: “La k gode di un indubbio prestigio internazionale”. E questa è l’unica cosa giusta che trovo nel discorso di Cortelazzo.

La rivoluzione dal basso (per quanto vicina al mio modo più romantico di pensare) non sempre è positiva. E’ un po’ come Sanremo. Hanno vinto i Matia Bazar, perché li votano i “bassi” della musica, cioè quelli che non la ascoltano mai, ma poi nelle vendite vola Francesco Renga e chi riempie le piazze sono altri (De Gregori, Ligabue e via dicendo). Voglio dire: nei compiti si scrive +, - e = e ha tutto il mio appoggio la professoressa d’italiano che dice: “Mi dispiace, ma un tema non è un compito di matematica”.

Addirittura la stessa prof dice che un alunno le ha confessato di non saper scrivere in corsivo, ma solo in stampatello”. E noi ci preoccupiamo del “prestigio internazionale” della cappa?

L’altro giorno un mio amico, di cui non faccio il nome per ovvi motivi, mi ha mandato gli auguri via sms e mi ha fatto molto piacere. Ho scorso con le freccette per finire il messaggio e ad un certo punto arriva una frase agghiacciante: “poi dimmi se a fatto tutto”. Senz’acca. E non sapete la fitta al cuore che m’ha attanagliato.

In conclusione, sarà meglio prima imparare l’italiano e poi rivoluzionarlo. Perché è come se avessero fatto la Rivoluzione Francese senza che ci fosse stato il regno di Luigi XV.

Altrimenti, se proprio siete d’accordo con la “rivoluzione dal basso”, vi riscrivo il pezzo così:Ho smp desiderato Sre kontrokorrente,Sre Dverso dal gruppo.Qst nn vuol dre ke c sia riuscito,anzi penso ke c sn state mlt volte ke ho fallito in qst mission.Xò lò smp voluto.Nn so spiegare ne- bn xké.E1esibizionismo silente.Nn d1ke balla in mezzo ad1stanza piena d gente o d1ke urla x fars senTre…

Vi piaccio, così?

Pignolo 26 settembre 2002 - Diego Pretini

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