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Ora stultorum

Non so, per la verità, cosa passi in testa ai redattori, quando devono mettere un titolo a un articolo.

Ce ne sono di quelli freddi e crudi, senza riottosità, del tipo: Accoltellati sei giovani. E poi il sommario: Rissa alla Vucciria di Palermo.

Ok. Poi ce ne sono di quelli un po’ velleitari, che cercano per forza di apparire moderni, non obsoleti e non freddi. Del tipo: Con lo spinello nascosto sotto il banco di scuola. Sommario: Analisi di un fenomeno sempre più massiccio. L’esperto: “Meglio capire, non drammatizzare”.

Mi fanno un po’ soffrire, ma vanno bene anche questi.

Uno perfetto, per esempio, potrebbe essere di questo tipo: Il secondo avvertimento di Ciampi. Sommario: Sull’inflazione altro secco richiamo al governo, scoppia la polemica. Dice tutto, senza troppi riccioli. Da evitare quelli del tipo: Finanziaria da 20 miliardi. O di più?.

Altro erroraccio che fanno i titolisti (si chiameranno così?) è mettere la virgola. Cioè: Immigrati, salta l’accordo nella Cdl. Oppure: Brescia, “computer-bomba” ferisce il titolare di una ditta. Dove c’è la virgola andrebbero i due punti, in realtà. Ma come siamo pignoli, oggi.

Ma quello che mi ha spinto a parlare dei titoli (una delle cose che più odio in un giornale, dopo agli articoli sulla moda) è una notiziola che ho trovato in seconda pagina.

Il titolo: Canguro in fuga preso a Milano da due “pantere”. Nel sommario, vivaddìo, la precisazione: Inseguimento della polizia.

Capisco che ogni tanto chi sta tutta la sera a impaginare, battere, cancellare, spostare e ricominciare daccapo alla fine sbarelli e venga colto da un’improvvisa voglia di libertà. Capisco anche che questa fosse una notizia che aiutava parecchio a fare dell’ironia. Ma salviamo almeno le forme, come recitava qualche tempo fa una pubblicità di una televisione locale toscana.

Anche perché c’è già “Max e Tux” che ci fa ridere, no?

No, non il programma in sé. Fa ridere proprio il contorno della vicenda.

Ricapitolo. Viene chiuso Il Fatto. Tutti i comunisti arrabbiati, una cosa vergognosa, Enzo Biagi (notoriamente stalinista) parla addirittura di mancanza di democrazia, di poco rispetto per chi non la pensa come il premier, tutti i maoisti, in coro, urlano, bavosi, che è stata una cacciata di sapore squisitamente politico.

Disgustoso, dice la maggioranza. Axe e Fax, Agostino Saccà e Fabrizio Del Noce, due gestori berlusconiani della Rai, spiegano: il motivo è che ci vuole un programma più lungo, che copra bene la concorrenza di Striscia la Notizia per tutti i venti minuti e lo faccia con forza.

“Max e Tux” dura cinque, sei, sette minuti e fa sostanzialmente schifo. Così è stato tolto di mezzo Biagi che parlava troppo di cose serie (e nell’era di Saranno Famosi pare non sia bello) e contemporaneamente la concorrenza a Striscia (programma dell’azienda Mediaset, il cui proprietario non sono io, come non lo è Topolino né Confalonieri) è sostanzialmente inesistente.

E’ questo, in fin dei conti, che fa ridere. Per non piangere.

Pignolo 24 settembre 2002 - Diego Pretini

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