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Miss K. Noleidee

Dopo un anno e quattro mesi non capisco ancora perché le elezioni politiche duemilauno le ha vinte la Casa della Libertà. Ci provo attraverso il pensiero della “base” di Berlusconi, gli elettori di centro-destra.

Prendo ad esempio Miss Italia 2002 (tale Eleonora Pedron, vent’anni, padovana, leggo) che risponde alle migliaia di domande che le fanno le decine di giornalisti che seguono, per ragioni che mi sfuggono, lo stesso concorso di bellezza (soldi sprecati, mi verrebbe da dire; ma non lo dico sennò perdo lettori).

L’inevitabile domanda alla Miss (bionda, occhi azzurri, bel personale, ce n’è di meglio) giunge puntuale: “Cosa ne pensi del Presidente del Consiglio?”.

E lei: “Sono di destra, ma non mi piace come agisce Berlusconi, apprezzo invece come si presenta”. Ho capito: le elezioni politiche sono come Miss Italia. Bisogna votare chi si presenta meglio. Bastava dirlo, però. Io ho votato Cossutta, che puoi dirgli tutto, ma non certo che è un bell’uomo.

Poi, però, la signorina Pedron continua. “Berlusconi sa parlare alla gente e questo è importante per un politico. Ma c’è molta confusione e se loro, i politici, fanno confusione, anch’io, come tanti altri giovani, ho le idee confuse”. Ho capito: le elezioni politiche sono come Saranno Famosi. Bisogna votare chi sa parlare meglio e chi ci sta più simpatico. Bastava dirlo, però. Io ho votato Cossutta, che puoi dirgli tutto, ma non certo che sa recitare, ballare e fare sketch comici.

Poi, però, la signorina Eleonora conclude con qualcosa di più intenso, con qualcosa, dice lei, su cui ha le idee chiare. “Quando un popolo ha bisogno di aiuto, gli altri paesi devono essere solidali. E’ giusto ospitare gli extracomunitari, ma poi se ne devono tornare al loro Paese. Non sono razzista, ma penso che gli italiani devono vivere in Italia e gli altri al loro Paese”. Ho capito: le elezioni politiche sono come Al Qaeda. Bisogna votare chi sa trattare peggio gli stranieri che arrivano nel proprio territorio. Bastava dirlo, però. Io ho votato Cossutta, che puoi dirgli tutto, ma non certo che non è ospitale.

Quello che, invece, mi interdice leggendo la signorina Pedron è che:

1) Ha quanto me. Quindi dovrebbe avere già una mente formata. Vale a dire: queste idee è difficile che cambino nel corso del tempo. Ma visto che solo l’idiota non cambia idea per ripicca, e non reputo la signorina Pedron idiota, aspettiamo fiduciosi.

2) Ha le idee chiare, lo dice lei. Quindi torna il pensiero espresso sopra. E’ difficile che cambi idea. Ma visto che io sono idiota e non cambio idea, aspettiamo ugualmente fiduciosi.

3) Ha preso l’Italia per Er. Gli extracomunitari che hanno bisogno vengano qua, si facciano curare, ma poi tornino da dove sono venuti e non importa, se tornando da dove sono venuti, la loro storia ricominci daccapo.

4) Ha la stessa mentalità di un Osama qualunque e non sto parlando di pennarelli. Quello che spinge Bin Laden a fare quello che sta facendo (ammesso che sia lui: il ragionamento non cambia, cambiando il soggetto) è proprio quello che dice la signorina Pedron, introducendo il suo pensiero con una delle frasi più abusate che sento dire in giro: “Non sono razzista, ma”. Bin Laden (o chi per lui) agisce così per questo, perché non vuole gli americani tra i piedi in Arabia Saudita. Magari poi chi va ad ammazzarsi contro un grattacielo dentro un aeroplano a seicento orari penserà sul serio che lo fa perché va nel suo Paradiso e Allah lo sta aspettando a braccia aperte.

Ma chi organizza tutto non è idiota e questa volta cambiare idea non c’entra. C’entrano, come al solito, i soldi.

Pignolo 22 settembre 2002 - Diego Pretini

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