...di Mare

 

C.V.D.

Come credevo. Era una bufala. Messa su da un’infermiera del Santa Chiara di Pisa che non aveva nulla di meglio da fare che spillaccherare al mondo che “l’ho visto uscire dalla sala operatoria”. Poi la voce passa al cugino, al macellaio, al vicino di casa, all’idraulico, al capo, alla segretaria. E una cosa minima diventa una mostruosità. Il brutto, poi, che alla tristezza inevitabile che si forma quando si danno certe notizie, si unisce in quantità non ignorabile anche una certa boria, un certo pavoneggiarsi, un certo orgoglio per il fatto che si dà una notizia che non sa nessuno su un personaggio famoso.

C’era un gioco che facevamo da piccoli all’asilo. Si chiama il telefono senza fili. Il primo di una fila dice una parola nell’orecchio al secondo che la deve dire al terzo e così via. Alla fine molto spesso “tappetino” diventava “cresce il vino” e “scrivania” diventava “chi va via”. Così succede con questi micidiali passaparola delle malalingue.

Pare che Giorgio Panariello abbia riso come un matto, quando l’ha saputo. Ha già pronto il monologo per il prossimo spettacolo.

Lunga vita, signor Panariello.

Pignolo 25 agosto 2002 - Diego Pretini

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