Speciale Mondiali 2002 

"Quando il Pignolo rompe le... "

Pensierino Mondiale

  • 06/07/2002 Titolo: Racconta cosa ti ha fatto provare il Mondiale di quest’anno, giocato in Giappone e Corea, e spiega le tue opinioni. Pensi che sia stato un campionato del mondo deciso dalla bravura dei giocatori? Se sì, perché?

  • Svolgimento:

Io non penso che i Mondiali di Gippone e Korea è stato solo merito dei giocatori. Infatti penso che gli arbitri dei Mondiali erano molto incapaci. Mio padre pensa addirittura che la moglie dell’arbitro che ha arbitrato l’Italia contro la Korea non sia troppo brava. Però questo io non lo penso. Però l’arbitro che ha arbitrato l’Italia quando l’Italia ha perso contro la Korea, che si chiamava Biro Moreno (anche il nostro pescivendolo di nome fa Moreno, ma mi ha detto il pescivendolo che non sono parenti), non ha arbitrato bene perché era abbastanza ciccione. Ho sentito da babbo che lui ha detto che è “costruzione fisica” oppure “coltivazione fisica” oppure “costituzione fisica”, adesso non mi ricordo bene. Però io non penso che sia questa cosa che faceva essere grosso l’arbitro, ma proprio la ciccia.

Alla televisione ho sentito che ai Mondiali c’erano tanti arbitri non bravi per colpa del presidente della Fifa. La prima volta che ho sentito questo nome, credevo che fosse il capo della paura. E infatti vedere quell’uomo non è come vedere la Fata Turchina, un po’ di paura la fa davvero. Eppoi ho capito che il fatto degli arbitri e dei segnalinee è così: il presidente della Fifa (che si chiama Latte, Blatta, BlaBla, è un nome strano) ha chiesto voti ai paesi più piccoli e meno sviluppati per essere rifatto presidente. Però poi dovette premiare questi paesi chiamando a giudicare le partite dei Mondiali degli arbitri e dei segnalinee di quei paesi, che io finché non li ho sentiti alla televisione nemmeno conoscevo (cenè uno che si chiama Trinidad & Tobago e mi sembrava una marca di scarpe). Più o meno il presidente della Fifa ha fatto quello che si fa noi in cortile all’intervallo a scuola. Perché a volte c’è uno di noi che non è tanto bravo in una materia, ma non dico il nome. E allora si aiuta a fare le verifiche, quelle scritte sopra tutto. Però poi quando suona la campanella deve darci un biscotto per uno di quelli che porta da casa e che fa la sua mamma e che sono tanto buoni e che mangiamo mentre la maestra spiega i Sumeri (che un mio zio pugliese credeva che erano degli asini).

Io vorrei giocare come Denilson, ma fare gol quanti ne fa Ronaldo. Io avrei voluto anche che il cinque maggio (a me mi viene in mente la filastrocca che ci ha imparato la maestra: “ei fu / siccome immobile”, quella lì) Ronaldo giocava così. Sono per l’Inter, anche se tutti mi dicono che da piccoli prendiamo come squadra del cuore una squadra vincente. E, non so come mai, mi sembra di non aver fatto la scelta giusta.

Io penso proprio che questo Mondiale non se lo ricorderà quasi nessuno. Alla televisione già il giorno dopo non si sentiva dire nulla. Se lo ricorderanno in pochi un po’ perché i giocatori non fanno i giochini con il pallone come Denilson o Totti. Eppoi io non mi sono divertito. Ero per la Turchia, ai Mondiali, che è un po’ come tifare l’Inter.

Si ricorderà questo Mondiale soprattutto per gli arbitri e i segnalinee. I miei amici, per esempio, quando giochiamo al campetto in via Gransci (che piaceva tanto a nonno, dice sempre la mia mamma, perché era partigiano, che mi ricorda il formaggio grattato, ma non so cosa vuol dire), quando andiamo a giocare in via Gransci (che pensavo che era un paio di sci molto grossi e invece no) ogni volta che facciamo gol c’è uno che fa “fuorigioco!” e fa finta di fare il guardalinee, facendo il gesto della bandierina. Il problema è che dal 9 giugno non ha più vinto nessuno, perché le partite finiscono tutte 0-0, con una novina di gol annullati. Ma ora abbiamo deciso di mettere due delle nostre fidanzatine a fare i segnalinee. Gli abbiamo spiegato un po’ com’è il fuorigioco, ma loro lo fanno un po’ a caso. Tanto anche ai Mondiali facevano così.

Ora vado al mare con babbo e mamma. Spero che almeno lo scudetto lo vinca l’Inter, ma il mio babbo ha detto: “Ormai per l’Inter vincere è come per Berlusconi fare i discorsi esprimendo un concetto”. Io non lo conosco questo Berlusconi. Ma è quello basso, truccato, con il naso grosso e vestito sempre con una misura più grande? A pensarci bene questa descrizione somiglia tanto a quella di Sbirulino.

3^ A – Kevin Esposito

Pignolo 8 luglio 2002 - Diego Pretini

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