Piantarla con i pianti La prima domanda è: quandè il momento migliore per un computer per morire? Quando sei sotto lombrellone per quindici giorni? No. Per le vacanze di Natale? No. Quando non hai nulla da dire? No. Quando non hai voglia di dire nulla? No. Il computer provetto si rompe, sviene e non dà più segni di vita nellesatto momento in cui ti serve da morire. Un po come se si frantumasse in sedici pezzetti la cucina a gas, proprio mentre metti la pasta nellacqua bollente. O come se, già pieno zeppo di schiuma da barba nel viso, lautoclave del condominio si rompe per dodici ore filate. E allora riecco la domanda: quandè il momento migliore per un computer per addormentarsi e non svegliarsi più? Quando hai da mandare i pezzi ad Elbasun e al giornale. E magari nello stesso momento in cui lui si è spento senza possibilità di riaccendersi stai scaricando la tua canzone preferita del momento ed il download è intorno al 91-92%. O stai parlando in chat con unamica che non sentivi da tanto tempo e ti stai divertendo raccontando storie passate. Oppure stai semplicemente facendo i cavoli tuoi, stai scrivendo serenamente, con il fresco della sera estiva e quel mona del computer decide che è finito il divertimento: game over, finito, the end, baci baci. Ma vaff Ecco perché il pezzo sulla finale lo mando solo martedì. Mi scuso con la gentile clientela. Perché clientela? Perché io spaccio. Parole. Ma non voglio nulla in cambio, tranquilli. ^^^^^^
La partita la vedrò in registrato il tardo pomeriggio. Prima la traversa di Kleberson, cognome da svedese, pelle da brasiliano, piede da Di Biagio. Poi il palo di Neuville, uno che per parlare con l'allenatore della Germania Rudi Voeller usa l'italiano. Neuville è svizzero di nascita, Voeller ha giocato mezza vita a Roma. Le due grandi parate di Kahn su dei tiri a seicento orari che solo un muro può far rimbalzare indietro. Poi, proprio lui, Oliver
Kahn, l'uomo che davvero ha portato la Germania in finale, ne fa rimbalzare uno di troppo
di quei tiri brasiliani. Alla fine i tedeschi sono dei cenci da garage e i brasiliani hanno dentro Denilson che se fosse efficace quanto bravo con i piedi sarebbe il giocatore più bravo della storia del calcio fino al 3040. Quando i guardalinee, cioè, saranno delle giraffe e degli opossum. A proboscide (come
direbbe l'arbitro centrale di quegli anni): il nostro pezzetto di finale, cioè Pierluigi
Collina, arbitra da Dio, fa quello che dovrebbe fare ogni arbitro: non far vedere che
c'è. Se uno inizia a smaronare come il povero Moreno (non è colpa sua se l'hanno mandato
a giudicare un ottavo dei Mondiali, nonostante non ne fosse capace), la partita diventa
cattiva, inguardabile e irreale. Cattiva, perché i giocatori si innervosiscono.
Inguardabile, perché se la fiscalità domina regina uno si annoia e sbuffa. Irreale,
perchè, come nel caso del gol annullato a Tommasi e l'espulsione affrettata di Totti,
Corea del Sud-Italia non sarebbe finita in quel modo se ci fosse stato un direttore di
gara (e due guardalinee che molto spesso sono i maggiori imbroglioni di chi fischia). Alla fine rimangono negli occhi due immagini. La prima è labbraccio tra gli undici turchi e gli undici coreani nella finalina per il terzo e quarto posto. La Turchia, secondo il mio insipiente modo di vedere, è stata la squadra che ha fatto vedere davvero un gioco spumeggiante, divertente, attivo. Ma nel calcio di adesso non basta: serve anche il cervello, lastuzia, la malizia. La seconda immagina è Ronaldo abbracciato ad un dirigente che piange come un bimbo bizzoso. Basta Ronaldo, ti prego. Uscì in barella dallOlimpico e pianse, ha vinto la coppa del mondo e ha pianto. E basta. Ma il Brasile non è il paese del Carnaval e dellallegria? Per fortuna me lo conferma una risposta di una festante brasiliana a Roma che alla domanda del giornalista Cosa vorresti dire a Ronaldo?. Che saprei io come ringraziarlo. Ma cosa piangi, Ronaldo, cosa piangi... Pignolo 3 luglio 2002 - Diego Pretini 56 Speciale Mondiali 2002
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