Speciale Mondiali 2002 

"Quando il Pignolo rompe le... "

Una buffonata

Diciamolo: benissimo io non porto. Tifavo Italia ed è stata mandata via a bastonate nel sedere. Tifavo Spagna e le hanno scippato la partita, prendendola in giro con delle linguacce e scrivendole anche “SCEMA” sul risultato ufficiale. Tifavo Senegal e la squadra africana si è rimpiccolita come un acaro dalla Turchia. Ora rimangono due speranze, per me. Però non le confesso, altrimenti faccio ancora l’effetto contrario. Dico solo che tifo per le europee. Basta.

Ai quarti quella che doveva essere “la vera finale” (Brasile-Inghilterra) è stata una partita noiosissima e se non ci fosse stato quel luminare di David Seaman a farci divertire ci saremmo sorbiti gli ennesimi supplementari tutto brivido e niente calcio. E invece il teppista di un portiere ha deciso di lasciare completamente scoperta una parte della porta. Si è messo a fare altre cose: “ma chi se ne frega della punizione”. Si è messo tutto appoggiato su un palo, fumava le sue Marlboro (ops, ho fatto pubblicità?), giocava a Snake con il suo cellulare, si legava i capelli, si faceva le treccine e intanto quel sette alla sua destra era totalmente sgombro. E allora un brasiliano con un diminutivo come nome, con i denti leporini e le treccine giamaicane, non si sa se volontariamente o scavolando, ha spedito la biglia proprio verso quello spazio vuoto. Seaman, uscendo dalla doccia tenendosi l’accappatoio, si è accorto che qualcosa non andava. E allora ha iniziato a battere le mani in aria, come quando nuotano i cani. Uguale. L’effetto, ovviamente, non è stato quello desiderato. Ma, cosa vuoi, con la bocca piena di biscotti e in mano la tazzina del tè, non è facilissimo parare. E così si è deciso il primo quarto di finale del campionato mondiale, “la vera finale”. E le lacrime e le scuse di Seaman non mi fanno assolutamente pena.

Mi fanno arrabbiare, invece, le scuse puerili del capotribù Sepp Moneta-ballante, cioè il presidente della Fifa. Che dopo 20 giorni di scempiaggini arbitrali ha detto, sussurrandolo alla moglie, mentre giocavano a tressette in una suite di Yokohama: “C’è da rivedere qualcosa in quel campo”. Non si sa, francamente, se davvero Blatter si riferisse alla classe arbitrale di benzinai che è stata mandata ai Mondiali o piuttosto abbia detto “rivedere qualcosa in quel campo” nel senso di stare ben attento all’annaffiatura giusta del suo orto. Fatto sta che il presidentone della Fifa, dopo che Italia e Spagna sono state stuprate reiterate volte, pare voglia cambiare il regolamento per la selezione degli arbitri. Già, strano ma vero. Erano già pronti da Uranio, Plutonio e Andromeda dei nuovi ed esperti guardalinee e quarti uomini. No, arbitri no. Gli arbitri più bravi sono i pinguini del polo sud, anche se gli ornitorinchi australiani non se la cavano così male.

La Germania, tornando al pallone vero, gioca contro gli americani e soffre da cani. Ed è per questo che i miei rimpianti per l’uscita dell’Italia si ingigantiscono come tanti Godzilla. Un rigore netto per gli Stati Uniti non è stato visto dall’arbitro scozzese Dallas (uno dei migliori, comunque), ma, su, in questo modo, si restituisce un po’ di credibilità a questo campionato del mondo. Semifinale: Usa-Corea, ve lo immaginate? No, dai. Cioè: la Spagna era la vera semifinalista, avendo segnato il golden gol, ma stavolta un guardalinee non-vedente (perché Blatter ha detto: “devono poter partecipare tutti”) ha annullato perché gli giravano le balle. E poi un altro golden gol, quello turco, manda a casa l’unica rivelazione autentica di questo Mondiale, l’unica squadra “nuova” che si meritava di arrivare dov’è arrivata. La Turchia è la seconda e l’ultima di queste “nuove” che si è meritata la semifinale. Può dare fastidio al Brasile visto anche il primo match che hanno giocato nel gironcino (finito 2-1 solo per l’ennesima sbornia generale dell’associazione a delinquere che si chiama “terna arbitrale”).

La Turchia passa con un golden gol di Mansiz, una punta degna di questo nome. Al suo posto per un’ottantina di minuti c’è stato Hakan Sukur, un inetto del pallone, che non so come abbia potuto giocare al Torino, all’Inter e ora nel Parma, senza che nessuno gli dicesse “Ciccio, non sei buono”.

La buffonata è quasi finita. Semifinali il 25 e il 26 giugno alle 13e30 (e i giornali entusiasmati ed enfatici titoleranno: “A pranzo con le finali”. Ma quand’è che si abbatte a fucilate la banalità?). E poi finalina il 29 e finalona il 30.

Sarà anche lo sport più bello del mondo. Ma a me pare che sia anche il più bugiardo.

  • Inghilterra-Brasile 1-2 (27’ Owen, 47’ pt Rivaldo, 50’ Ronaldinho).
    Germania-Stati Uniti d’America (39’ Ballack)
    Spagna-Corea del Sud 3-5 d.c.r. (0-0 dopo i supplementari).
    Senegal-Turchia 0-1 al golden gol (94’ Mansiz)

Pignolo 23 giugno 2002 - Diego Pretini

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