Ritiro il grazie allEcuador E la prima
volta, giuro, che penso (non scrivo: penso) che un arbitro abbia agito per secondi fini o
pilotato da un cervello diverso dal suo. Ma daltronde è anche la prima volta che
vedo un direttore di gara che sistematicamente, costantemente, coscientemente fischia in
maniera quasi univoca. Larbitro di Corea del Sud-Italia era Byron Moreno, ecuadoriano, esattamente come chi ci ha mandato agli ottavi. E vero la nostra nazionale ha giocato male. Forse con la Corea del Sud ha giocato la migliore partita del suo Mondiale. Però giocare contro larbitro diventa una sfida quasi impossibile. E stata una specie di burattinata di regime. Il vero golden goal (la morte del calcio: da togliere) è stato quello di Tommasi, ma un nuovo sbandieratore di Volterra (un argentino pelato, apparentemente sopra i sessanta) ha inventato un nuovo fuorigioco (e siamo a quattro gol annullati). Poi il bambolotto dagli occhi a mezzasta, Byron Moreno (che sa tanto di canzone di Zucchero), ammonisce per la seconda volta Totti, dunque lo manda a fare la doccia. E vero anche che potevamo chiudere la partita prima che Seol pareggiasse di testa (lui che non supera il metro e ottanta) a due minuti dalla fine. Ma Moreno con la sua apparente imparzialità sistematicamente, quasi meccanicamente, drizzava il braccio verso la metà campo italiana. Fino
all88 ero sereno come al mare, anzi con il pensiero ero già al mare. Sì, i
coreani correvano tanto, vanno come levrieri, ma, come dice DAmico, cè
anche il pallone. Per questo ero sereno. Poi il rimpallo impazzito (anche quello a favore della Corea? Ma basta ) sulla coscia di Panucci che è disorientato, oltre che borioso, e non sa come rinviare quel pallone maledetto. Chissà, forse vorrebbe darci un ceffone ma poi prendi il rigore; chissà, forse con lanca ma rischi di fare più peggio che meglio; chissà, forse vorrebbe andarci con la faccia, basta toglierla quella palla. Mentre Panucci in un nanosecondo pensa a tutti questi chissà, Seol ha già preso il pallone e di piatto (perché da un metro non serve essere Totti) ci uccide dentro. Poi Moreno inizia il suo show ed è la fine dei giochi. LItalia per la terza partita consecutiva è stata falcidiata dallarbitro di turno. Ma perché? Chi non ci vuole? E davvero così reale e così indispensabile questo peso politico che indicano tutti? Qualche sospetto
ce lho. Cè un uomo, che tante rotelle a posto non ha. Anzi: forse le ha,
anche troppo. E luomo che voleva organizzare i Mondiali ogni due anni,
risucchiando gli Europei e le Olimpiadi. E luomo che ha voluto i guardalinee e
gli arbitri di tutto il mondo e, dunque, persone anche incompetenti perché inesperte in
quanto provenienti dalle Isole Vanuatu, dalle Isole Fiji, dalla Giamaica, dal Mali, dal
Kenya. Lo dico realisticamente, senza razzismo, ci mancherebbe anche questa. Ho visto due sole partite arbitrate in maniera assolutamente perfetta, senza macchie: Argentina-Inghilterra (arbitro Collina, Italia) e Giappone-Turchia (arbitro Collina, Italia). Arbitrasse lItalia, Collina sarebbe bravo anche lì. Ma è bravo perché ha a disposizione un campionato tirato, dove ogni partita è linfa. In Giamaica, in Mali, in Kenya che campionato ci può essere? Dice il Lanzone, ormai famoso nella nostra rubrica per le sue comparsate a Sagre Mondiali (Rai Uno, seconda serata): Se sono ai Mondiali, vuol dire che sono preparati. O forse, caro il mio Lanzone, è colpa di quello stesso uomo di prima, che è assetato di soldi, che è uno che ruberebbe anche le caramelle ai bambini, uno che (lo ricordiamo per i tanti che probabilmente non lo sanno) è accusato in Svizzera per corruzione, concussione e finanziamento indebito. Quelluomo
si chiama Joseph Blatter, è il presidente della Federazione internazionale del calcio e
fa di tutto per imbarcare denaro. Addirittura arruola arbitri e guardalinee dalla
capacità imbarazzante. La globalizzazione, signori, si fa anche con il pallone. E ora noi italiani siamo stati vittime della globalizzazione del calcio, che vuole nuove fonti di denaro (non a caso gli scarponi degli Stati Uniti sono arrivati ai quarti di finale), tralasciando le vecchie (non a caso tra le migliori otto del Mondiale ci sono quattro squadre europee: lItalia sarebbe stata la quinta). Noi tra le prime otto non ci siamo. Perché larbitro era un incompetente, primo. Perché channo falcidiato la squadra, secondo. Terzo: perché la nostra squadra ha giocato così e così, né bene né male, secondo me. Noi tra le prime otto non ci siamo perché il Mondiale stava cercando di diventare una cosa seria. Non ci saranno più, come si sente dire da molti commentatori cercando puerili giustificazioni per lItalia, le squadre-materasso. Però le grandi rivelazioni sono uscite più per demerito delle squadre blasonate che non per loro pregi. Faccio eccezione solo per il Senegal, che mi fa divertire, è sempre brillante, altro che Totti e Del Piero. Loro, i senegalesi, pur giocando quasi tutti in Francia e respirando dunque aria europea, giocano per divertirsi. E se sbagliano sotto porta cercano subito un altro pallone per rimediare e non piangono infantilmente per tutto il match, imprecando e insultando arbitri e guardalinee. La gioia che ho visto negli occhi dei senegalesi, oggi a Firenze (un giorno dopo il trionfo con la Svezia), non ha possibilità di descrizione. Il Mondiale smette di essere una burattinata perché passa anche la Spagna delluomo più sudato del mondo, Antonio Camacho, ex-giocatore, ora entrenador del equipo espanol. Pare che Camacho abbia fatto registrare il nuovo record di ampiezza di gora sotto lascella. Le furie rosse spagnole vincono solo ai rigori e per poco non vanno fuori se Ian Harte non avesse trasformato un rigore durante i regolamentari. LIrlanda è
stata unaltra squadra che mi ha fatto divertire. Il problema dellEire, come
dice sempre Vincenzo DAmico, è che cè anche il pallone. Però
tutto il resto è noia. Soprattutto Germania-Paraguay, durante la quale solo la Gialappas Band (Radio Due Rai) è riuscita a farmi passare gli sbadigli (non dovuti allora giovane, ben intesi). Sono sbarcati gli americani anche nellunico terreno che era rimasto incontaminato dalle stelle e dalle strisce statunitensi. Non ho visto la partita perché ero nel rumore inutile e noioso di un treno. Il Messico, leggo poi, è tuttaltra cosa rispetto a quei rognosi vestiti di verde che channo fatto sudare come maiali per farci qualificare con serenità. Fanno 10 bene, i sombreros, e poi è solo Stati Uniti. Quando finisce Brasile-Belgio, invece, sto correndo a prendere un altro treno, per tornare a casa. Il caldo a
Firenze, credetemi, non è un caldo qualunque. Ancora una volta al Brasile dà una spintarella larbitro di turno, annullando un gol sacrosanto al Belgio. Sì, è pur sempre il Brasile, probabilmente Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho, Roberto Carlos e i loro compagni (i cui nomi iniziano tutti per R) avrebbero vinto lo stesso. Perlomeno avremmo visto unaltra partita. Cioè: io no, perché ero a San Lorenzo. Però avrei visto (non subito, ma in differita) unaltra partita. Il presidente onorario della Fifa è Joao Havelange ed è brasiliano. Loro il peso politico ce lavranno, no? Ottavi di finale: Germania-Paraguay
1-0 (88 Neuville) Quarti: Germania-Stati
Uniti, Pignolo 19 giugno 2002 - Diego Pretini 52 Speciale Mondiali 2002
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