Speciale Mondiali 2002 

"Quando il Pignolo rompe le... "

Ritiro il grazie all’Ecuador

E’ la prima volta, giuro, che penso (non scrivo: penso) che un arbitro abbia agito per secondi fini o pilotato da un cervello diverso dal suo. Ma d’altronde è anche la prima volta che vedo un direttore di gara che sistematicamente, costantemente, coscientemente fischia in maniera quasi univoca. E ci lamentiamo degli striscioni italiani

L’arbitro di Corea del Sud-Italia era Byron Moreno, ecuadoriano, esattamente come chi ci ha mandato agli ottavi. E’ vero la nostra nazionale ha giocato male. Forse con la Corea del Sud ha giocato la migliore partita del suo Mondiale. Però giocare contro l’arbitro diventa una sfida quasi impossibile. E’ stata una specie di burattinata di regime. Il vero golden goal (la morte del calcio: da togliere) è stato quello di Tommasi, ma un nuovo sbandieratore di Volterra (un argentino pelato, apparentemente sopra i sessanta) ha inventato un nuovo fuorigioco (e siamo a quattro gol annullati).

Poi il bambolotto dagli occhi a mezz’asta, Byron Moreno (che sa tanto di canzone di Zucchero), ammonisce per la seconda volta Totti, dunque lo manda a fare la doccia. E’ vero anche che potevamo chiudere la partita prima che Seol pareggiasse di testa (lui che non supera il metro e ottanta) a due minuti dalla fine. Ma Moreno con la sua apparente imparzialità sistematicamente, quasi meccanicamente, drizzava il braccio verso la metà campo italiana.

Fino all’88’ ero sereno come al mare, anzi con il pensiero ero già al mare. Sì, i coreani correvano tanto, vanno come levrieri, ma, come dice D’Amico, “c’è anche il pallone”. Per questo ero sereno. Byron Moreno Er Bambolotto

Poi il rimpallo impazzito (anche quello a favore della Corea? Ma basta…) sulla coscia di Panucci che è disorientato, oltre che borioso, e non sa come rinviare quel pallone maledetto. Chissà, forse vorrebbe darci un ceffone ma poi prendi il rigore; chissà, forse con l’anca ma rischi di fare più peggio che meglio; chissà, forse vorrebbe andarci con la faccia, basta toglierla quella palla. Mentre Panucci in un nanosecondo pensa a tutti questi “chissà”, Seol ha già preso il pallone e di piatto (perché da un metro non serve essere Totti) ci uccide dentro.

Poi Moreno inizia il suo show ed è la fine dei giochi.

L’Italia per la terza partita consecutiva è stata falcidiata dall’arbitro di turno. Ma perché? Chi non ci vuole? E’ davvero così reale e così indispensabile questo peso politico che indicano tutti?

Qualche sospetto ce l’ho. C’è un uomo, che tante rotelle a posto non ha. Anzi: forse le ha, anche troppo. E’ l’uomo che voleva organizzare i Mondiali ogni due anni, risucchiando gli Europei e le Olimpiadi. E’ l’uomo che ha voluto i guardalinee e gli arbitri di tutto il mondo e, dunque, persone anche incompetenti perché inesperte in quanto provenienti dalle Isole Vanuatu, dalle Isole Fiji, dalla Giamaica, dal Mali, dal Kenya. Bambolotto

Lo dico realisticamente, senza razzismo, ci mancherebbe anche questa. Ho visto due sole partite arbitrate in maniera assolutamente perfetta, senza macchie: Argentina-Inghilterra (arbitro Collina, Italia) e Giappone-Turchia (arbitro Collina, Italia). Arbitrasse l’Italia, Collina sarebbe bravo anche lì. Ma è bravo perché ha a disposizione un campionato tirato, dove ogni partita è linfa.

In Giamaica, in Mali, in Kenya che campionato ci può essere?

Dice il Lanzone, ormai famoso nella nostra rubrica per le sue comparsate a Sagre Mondiali (Rai Uno, seconda serata): “Se sono ai Mondiali, vuol dire che sono preparati”. O forse, caro il mio Lanzone, è colpa di quello stesso uomo di prima, che è assetato di soldi, che è uno che ruberebbe anche le caramelle ai bambini, uno che (lo ricordiamo per i tanti che probabilmente non lo sanno) è accusato in Svizzera per corruzione, concussione e finanziamento indebito.

Quell’uomo si chiama Joseph Blatter, è il presidente della Federazione internazionale del calcio e fa di tutto per imbarcare denaro. Addirittura arruola arbitri e guardalinee dalla capacità imbarazzante. ssscccchhhh

La globalizzazione, signori, si fa anche con il pallone.

E ora noi italiani siamo stati vittime della globalizzazione del calcio, che vuole nuove fonti di denaro (non a caso gli scarponi degli Stati Uniti sono arrivati ai quarti di finale), tralasciando le vecchie (non a caso tra le migliori otto del Mondiale ci sono quattro squadre europee: l’Italia sarebbe stata la quinta).

Noi tra le prime otto non ci siamo. Perché l’arbitro era un incompetente, primo. Perché c’hanno falcidiato la squadra, secondo. Terzo: perché la nostra squadra ha giocato così e così, né bene né male, secondo me. Noi tra le prime otto non ci siamo perché il Mondiale stava cercando di diventare una cosa seria. Non ci saranno più, come si sente dire da molti commentatori cercando puerili giustificazioni per l’Italia, le squadre-materasso. Però le grandi rivelazioni sono uscite più per demerito delle squadre blasonate che non per loro pregi. Faccio eccezione solo per il Senegal, che mi fa divertire, è sempre brillante, altro che Totti e Del Piero. Loro, i senegalesi, pur giocando quasi tutti in Francia e respirando dunque aria europea, giocano per divertirsi. E se sbagliano sotto porta cercano subito un altro pallone per rimediare e non piangono infantilmente per tutto il match, imprecando e insultando arbitri e guardalinee. La gioia che ho visto negli occhi dei senegalesi, oggi a Firenze (un giorno dopo il trionfo con la Svezia), non ha possibilità di descrizione.

Il Mondiale smette di essere una burattinata perché passa anche la Spagna dell’uomo più sudato del mondo, Antonio Camacho, ex-giocatore, ora entrenador del equipo espanol. Pare che Camacho abbia fatto registrare il nuovo record di ampiezza di gora sotto l’ascella. Le furie rosse spagnole vincono solo ai rigori e per poco non vanno fuori se Ian Harte non avesse trasformato un rigore durante i regolamentari.

L’Irlanda è stata un’altra squadra che mi ha fatto divertire. Il problema dell’Eire, come dice sempre Vincenzo D’Amico, è che “c’è anche il pallone”. Però tutto il resto è noia. Papa Coco

Soprattutto Germania-Paraguay, durante la quale solo la Gialappa’s Band (Radio Due Rai) è riuscita a farmi passare gli sbadigli (non dovuti all’ora giovane, ben intesi). Sono sbarcati gli americani anche nell’unico terreno che era rimasto incontaminato dalle stelle e dalle strisce statunitensi. Non ho visto la partita perché ero nel rumore inutile e noioso di un treno.

Il Messico, leggo poi, è tutt’altra cosa rispetto a quei rognosi vestiti di verde che c’hanno fatto sudare come maiali per farci qualificare con serenità. Fanno 10’ bene, i sombreros, e poi è solo Stati Uniti.

Quando finisce Brasile-Belgio, invece, sto correndo a prendere un altro treno, per tornare a casa.

Il caldo a Firenze, credetemi, non è un caldo qualunque. Povero TrapattoniMentre le mie ghiandole sudoripare stanno impazzendo, dal mercatino di San Lorenzo si levano degli strombazzamenti e intravedo tra la folla che osserva la merce (maglie, magliette, pantaloni, borse, braccialetti) sventolare un paio di bandiere con il fondo verde, un rombo giallo nel mezzo e un mondo azzurro al suo interno: il Brasile ha vinto e incontrerà l’Inghilterra.

Ancora una volta al Brasile dà una spintarella l’arbitro di turno, annullando un gol sacrosanto al Belgio.

Sì, è pur sempre il Brasile, probabilmente Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho, Roberto Carlos e i loro compagni (i cui nomi iniziano tutti per R) avrebbero vinto lo stesso. Perlomeno avremmo visto un’altra partita. Cioè: io no, perché ero a San Lorenzo. Però avrei visto (non subito, ma in differita) un’altra partita.

Il presidente onorario della Fifa è Joao Havelange ed è brasiliano. Loro il peso politico ce l’avranno, no?

Ottavi di finale:

Germania-Paraguay 1-0 (88’ Neuville)
Danimarca-Inghilterra 0-3 (5' Ferdinand, 22' Owen, 44' Heskey)
Svezia-Senegal 2-1 al golden gol (11’ Larsson, 37’ Camara, 103’ Camara).
Spagna-Eire 4-3 dopo calci di rigore (1-1 dopo i suppl.: 6’ Morientes, 90’ Robbie Keane su rigore)
Messico-Usa 0-2 (8’ Mc Bride, 65’ Donovan)
Brasile-Belgio 2-0 (67’ Rivaldo, 88’ Ronaldo)
Giappone-Turchia 0-1 (12’ Umit Davala)
Sud Corea-Italia 2-1 al golden gol (18’ Vieri, 88’ Seol, 117’ Ahn).

Quarti:

Germania-Stati Uniti,
Brasile-Inghilterra,
Spagna-Sud Corea,
Turchia-Senegal.

Pignolo 19 giugno 2002 - Diego Pretini

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