Speciale Mondiali 2002 

"Quando il Pignolo rompe le... "

Weak yankee

Quello che è bello del Mondiale è che questo che è l’evento dell’anno lo si fa senza il contributo degli Stati Uniti d’America. Cioè: chi comanda, a una cosa globale e planetaria come questa, non sono loro una volta tanto. Solo il 5% degli americani ha detto che guarderà le partite di calcio dei Mondiali e 5% di 275 milioni circa di statunitensi è 13 milioni e mezzo. Vale a dire molti meno degli italiani (tra i 18 e i 20 milioni di spettatori) che lunedì hanno guardato la propria nazionale nella partita più semplice del campionato.

FigoGli americani che sono interessati ai Mondiali devono cercarsi le partite sui canali pay per view, un po’ come noi italiani quando dobbiamo vedere, presi da follia pura, la finale di Flushing Meadows, la finale Nba o, se proprio siamo da ricovero, l’ennesima vittoria di Tiger Woods sui campi del Tennessee.

Credetemi, fare la globalizzazione senza l’America fa un bell’effetto. E loro, per questo, si risentono anche un po’. Per motivare il fatto che, per un mese, al mondo non frega nulla degli Stati Uniti dicono “il calcio è un gioco lento e con punteggi bassi”. E più noioso del baseball? Mah…

Comunque, nonostante tutto questo, il successo degli Stati Uniti (team di centisti e di marcantoni, ma non di certo di calciatori) sul Portogallo del borioso Figo e del triste Rui Costa (2-1 per il girone D). George Dabliu Bush ha fatto vedere quanto ci capisce e quanto ne sa di pallone, visto che ai giocatori suoi connazionali ha detto: “Arrivate in finale”. Ora: va bene che l’America è blessed by God, però, andiamo, ponderiamo prima di sparare. In tutti i sensi.

RvaldoSicuramente più senso ha il discorso del nostro Presidente (che, ricordiamolo, è anche Commissario Tecnico della Nazionale ad interim). Con la sua ormai indistinguibile leggerezza il Cavaliere della Cipria ha intimato ai nostri increduli ragazzi (le barre, ormai, l’avrete imparato sono le pause da Terminator sempre numerose nell’oratoria dell’arcorese): “Guardate, / se / non / vi / comportate bene, / quando / tornate /…”. E, ridendo come uno scemo, ha finito il discorso con un gesto: ha incrociato i polsi a mo’ di manette.

Chissà forse ci sarà anche il rischio che siano prese le impronte digitali a Nesta (carnagione scura) e Sambrotta* (occhi a mandorla). E forse è per questo che i nostri giocatori in tutta fretta (in ventotto minuti scarsi) hanno abbattuto l’Ecuador, squadra che rappresenta un Paese dove hanno il calcio, l’equatore e poco altro.

Sabato giochiamo (il plurale è la malattia più contagiosa per chi parla di pallone) contro la Croazia, una squadra di pensionati da circolo Arci Acli che hanno truccato le carte d’identità, poiché in realtà hanno sopra i sessanta. Basta nascondere stampelle e bastoni e loro non sanno più come scendere dal pullman.

ZambrottaCoach Bora Milutinovic ha preso per mano l’ennesima nazionale di disgraziati (del pallone, ma in questo caso anche nella vita). Dopo il Costa Rica (1990), gli Stati Uniti (1994) e la Nigeria (1998) l’allenatore che sa più lingue del Papa allena la Cina che mai prima di quest’anno si era qualificata per i Mondiali. Segno che l’omino sulla panchina qualcosina ci capisce. Però dopo aver subito il primo gol dal Costa Rica (sfida da storia del calcio, capirete) gli uomini dai nomi trisillabi si sono sciolti. (Cina-Costa Rica 0-2, girone C). Quando penso che sono rimaste a casa Olanda e Repubblica Ceca, però, mi vengono le bolle.

In questi giorni c’è stata anche la turpe vergogna (la ripetizione è inserita coscientemente per rendere l’idea) di Rivaldo (Brasile-Turchia 2-1, girone C), uno che ha la capacità di essere bastardo proporzionalmente a quella di usare il piede mancino. Un turco gli ha tirato polemicamente il pallone sul ginocchio e lui è crollato a terra, come se avesse un attacco di gastro-enterite mista a un mal di denti e un nervo sciatico. Mentre si divincolava, viscido, come un boa per terra ha controllato con occhio volpino se l’arbitro l’avesse visto. Nella gara-scippo, per altro, i turbanti della Turchia hanno subito lo svantaggio per un rigore inesistente dato alla Seleçao (si legge “selesao” che a me dà tanto l’idea di “burrao? Zuccherao? Lattao?” di Nino Frassica in Cacao Meravigliao). Tiger Woods

A proposito di arbitri non si capisce perché le nazionali debbano passare le gare di qualificazione per arrivare alle competizioni e poi si ritrovino il guardalinee delle isole Fiji o l’arbitro del Kuwait che ovviamente hanno meno esperienza e meno velocità dei direttori di gara europei o sudamericani. Non è questione di discriminazione, ma esattamente l’opposto. E’ proprio perché non ci sia ingiustizie durante un match che ci vogliono persone competenti a giudicarle.

Ma come al solito lo spettacolo del teatrino non lo rovina il burattino che cade, ma il burattinaio che lo lascia cadere.

GIRONE C: Brasile-Turchia 2-1, Cina-Costa Rica 0-2. Classifica: Brasile e Costa Rica 3 punti; Turchia e Cina 0.

GIRONE D: Corea del Sud-Polonia 2-0; Usa-Portogallo 3-2. Classifica: Corea del Sud e Usa 3; Portogallo e Polonia 0.

GIRONE G: Croazia-Messico 0-1; ITALIA-Ecuador 2-0. Classifica: ITALIA e Messico 3; Croazia e Ecuador 0.

GIRONE H: Giappone-Belgio 2-2; Russia-Tunisia 2-0. Classifica: Russia 3; Giappone e Belgio 1; Tunisia 0.

*: L’asterisco l’ho messo per un caso umano. Il mio. Siccome il mio Word è un tantino impazzito, non mi permette di scrivere i nomi con la Z iniziale. Il brutto è che me lo dimentico quasi sempre e quando mi dà l’errore, perdo tutto o quasi tutto. Da qui possiamo concludere che il mio Word è simpatico e soprattutto leale quanto Rivaldo.

Pignolo 6 giugno 2002 - Diego Pretini

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