il Pignolo 44

Imbambolati

E’ alto quanto una Barbie, ha un cappottone alla Derrick e nella candida manina ha una copia di Mein Kampf. Non so come si possa definire, se bambolotto o marionetta o soldatino, in ogni caso la figura è quella del Führer Adolf Hitler.

La bambola nazista (prodotta negli Stati Uniti) costa 150 $ (circa 150 €, poco meno di 300mila £) ed è stata presentata alla fiera dei giocattoli di New York.

Bene, ho un cuginetto. Ha sei anni e qualche mese. E i personaggi che si ritrova tra le mani per lui sono miti, eroi, la sua fede. Per lui, che non è ancora catechizzato, ci sono Zorro, Superman e i Pokémon al posto dei personaggi evangelici. Ed è giusto così, penso.

C’è qualche problemino di radice, dunque, se un pazzo mette sul commercio una roba del genere, cioè manda nei negozi “il dittatore più famoso al mondo. Compralo anche tu! Aiutalo a fare la sua pulizia etnica! A soli 150$!! Aut. Min. Rich.”.

E’ vero, siamo tutti grandi e vaccinati, i bambini non se li tirano fuori dalla tasca loro dei bermudini le trecento mila carte. Insomma ci sono i genitori che spiegheranno che quello era “un uomo cattivo cattivo, che faceva male a tante persone”.

Ma qualche delirante testa imburrata adulta c’è sempre in Germania come in Italia, come negli Stati Uniti.

E se la testa imburrata ha dei figli, non vorrei essere nei panni di quei poveri pargoli (e non solo perché i loro panni mi stanno innegabilmente stretti).

Giocando con Hitler tra le proprie mani si trova anche comunque un vantaggio di profondo significato simbolico: se non avesse avuto la sua gigantesca follia, il Führer sarebbe stato davvero un uomo piccolo piccolo e non solo di statura (lui che predicava il fisico ariano: un tipino coerente, non credete?).

A parte questi discorsi barbosi che tangono storia e società, la creazione di Adolfy (potrebbe essere questo il nome del bambolotto) potrebbe rappresentare un pericoloso precedente.

In Italia le case produttrici di giocattoli vorrebbero creare un pupazzo per ogni politico.

Vabbè, non ci sarebbero problemi per Prodi (che diventerà Prodino) e Rutelly che di gommapiuma sono già.

Nessun problema, credo, per Buttiglione che farà Rokko lo Scimpanzé.

Ci sarà Emilius, il robot che fa tutto quello che gli dici, a patto che tu ti riempia la faccia di phard, diventi pelato e che tu non raggiunga il metro e mezzo.

Se volete qualcosa di forte è pronto nei negozi di giocattoli Sgarby, il primo e finora unico bambolotto che riesce ad insultarti in italiano, inglese, tedesco e soprattutto francese (ma sono quasi pronte anche le versioni in lingua danese, russa, turca e keniana. Pare vada molto di moda).

E, per finire, il bambolo più desiderato al mondo, dicono le case produttrici: Berluskon.

Circa l’80 per cento dei bambini hanno fiducia in questo giocattolo.

Ricordiamo che questo bambolo può fare qualsiasi cosa (farsi la pipì addosso, dire le parolacce, rompere gli oggetti domestici) senza che sia incolpato. Anche perché è importante avvisare i clienti che Berluskon per dire una cosa giusta ne deve dire perlomeno tre fuori di senno. La differenza tra quella giusta e le altre è che la prima è preparata, le altre no.

Berluskon è alto un metro e ventotto (“a dimensioni reali” c’è scritto sulla confezione), ha pochi capelli e non si può spogliare perché ha tanti di quei bottoni sulla giacchetta che per sganciarli tutti ci vorrebbe un equipe chirurgica di Parigi.

Per finire Berluskon ti saluta nel suo particolare modo: facendo le corna.

I creatori del bambolotto dicono che il gesto, apparentemente diseducativo e di cattivo gusto, dimostra la grande levatura culturale che trasuda dal pupazzo.

Purtroppo governare un Paese non è un gioco da bambini. Vaglielo a spiegare.

Pignolo 20 maggio 2002 - Diego Pretini

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