Controsenso Allora: qui in Italia funziona così. Si finisce in carcere ammanettati come i peggiori malavitosi dItalia per aver rubato due buste di prosciutto (è successo martedì a un torinese di 39 anni che non ha spiegato che aveva fame e che non aveva soldi). Ma ci si può liberamente procurare, vendere e somministrare nandrolone a patto che non sia destinato a atleti che possano falsare landamento reale della gara. Il nandrolone ormai è diventato più famoso del pisello di Pippo Baudo: con lEpo è la sostanza dopante più famigerata nel mondo dello sport. E doping e ogni vivente che sa un minimo dinglese può avere sì molti dubbi tranne uno: che doping voglia dire drogatura, drogaggio o come diavolo si dice dare della droga a qualcuno. Quindi casalinghe, commercialisti, operai, imprenditori, presidenti e presidentesse potete comprare e vendere droga. Lha deciso la Corte di Cassazione spiegando, per altro, che la condotta degli spacciatori di nandrolone, se non elude i controlli antidoping e se non modifica il reale andamento della competizione sportiva, non è perseguibile a norma di legge perché così dice la normativa 376 del 2000. Il ragionamento è molto semplice. Rubi del genuino prosciutto e vieni messo in gattabuia. Fai il pusher con il nandrolone e i poliziotti che passano ti salutano sorridendo e augurandoti buon lavoro. Cè un modo per non rimanere esterrefatti davanti a delle contraddizioni del genere. Il metodo è quello detto della CdL. Quando si conosce appieno la mente del Polo la contraddizione può essere compresa senza problemi. Daltronde, signore e signori, non lo invento io che da qui in avanti la Guardia di Finanza davanti a una truffa di un ricconcello bricconcello gli possa dare unamichevole pacca sulla spalla e gli possa dire Cerca di non farlo più. E nello stesso tempo, signore e signori, si vuole mettere un accigliato poliziotto di quartiere per qualcuno che ruba per mangiare. E ancora: è come se gli Stati Uniti dAmerica, il Paese più zeppo di contraddizioni (che fa la guerra in Vietnam e i film più critici sulla guerra in Vietnam) dicesse basta con il terrorismo, che, insomma, è lora di farla finita perché la morte è sempre brutta e poi però permettesse ad un esercito di uno Stato suo fedele alleato di sparare ad altezza duomo a tutto ciò che aldilà di quel marciapiede sembra camminare su due piedi e che pare armato, sì, ma solo della sua telecamera. Per finire: è come se si sentisse dire Quale altro Paese fa manifestare persone straniere? e poi appena pronunci il nome Arafat di buttano faccia a terra e ti picchiano quattro contro uno. Prima si diceva Guardare ma non toccare. Ora non si può più nemmeno guardare. Pignolo 15 maggio 2002 - Diego Pretini 43
|