il Pignolo 40

Vizi di memoria

Qui da noi non pochi si affannano per convincerci che in fondo Bettino Craxi, pace all’anima sua, era un esiliato e non un latitante.

Che in fondo Mani Pulite era un progetto disegnato, organizzato e messo in atto da uno stuolo di stalinisti e non un primo tentativo di dare un qualche senso a quella frase che impera in ogni aula di tribunale: “La legge è uguale per tutti”.

Che Benito Mussolini in fondo fu un grande statista e non il capo di un regime totalitario.

Sarò ottuso quanto volete, ma mai mi potranno convincere di cose del genere. Poveretti quelli che ci cadranno.

Fatto sta: mentre qui da noi si tenta la revisione storica anche per gli eventi più orribili e lampanti (manca solo che ci dicano che l’Olocausto, be’ andiamo, ebbe anche i suoi lati positivi), la Germania si divide in due sulla proposta di un ministro del governo socialdemocratico che farebbe sì che si ricostituisse la Prussia.

Sorvoliamo sul fatto che la proposta viene dal ministro degli Affari Sociali, vale a dire il pari di Roberto Maroni (solo che in Italia, essendo capitale Detroit, il ministero si chiama “del Welfare”).

Un nome da cartone animato (Alwin), un cognome programmatico (“Ziel” vuol dire obiettivo, in tedesco) e la faccia di uno che soprappensiero sbaglia strada e dice “cosa ci faccio io, qui?”, questo ministro tedesco vorrebbe unire i Laender di Berlino e Brandeburgo e chiamare il tutto con il vecchio nome: Prussia.

Io non ho nulla contro questa proposta: preoccuparsi per l’accorpamento di due regioni, a quattro mesi dalla nascita dell’€uro è assurdo. Ma alcune cose vengono in mente.

La Prussia è stata uno degli Stati più odiosi che siano mai esistiti, perché mi ricorda le interrogazioni di storia in quarta. E non solo: durante le spiegazioni del professore non capivi mai se diceva Prussia o Russia. E allora ti ritrovavi Vladimir Ilic Ulianov (per tutti Nikolaj Lenin) alla guida della rivoluzione a Berlino o Bismarck che combatteva contro gli Ottomani, che per uno che sa un minimo di storia è una frase del tipo “Schifani esprime dei concetti”.

Comunque, i tedeschi che rifiutano l’idea di una nuova Prussia spiegano che è stata l’icona dello Stato autoritario e in un certo senso la culla del nazionalsocialismo. Ma è anche vero che, come dicono quelli che sono a favore della proposta, la Prussia è stata un po’ il Piemonte della Germania, con la sola differenza che il cancelliere Bismarck (negli anni 1870-71) voleva sul serio unificare il mondo germanico, mentre al conte di Cavour, dieci anni prima, non fregava un fico secco del regno borbonico e fu un caso che si ritrovasse in mano tutto quel popo’ di terra.

E poi, insomma, la Prussia fu la patria di Fichte e di Hegel e, per par condicio, di uno dei più grandi movimenti operai del ‘900 e della socialdemocrazia tedesca. Ma a parte questo, se in Germania questa proposta sarà approvata, sarà un caos generale nel mondo. A chiunque verrà la voglia di ricostituire i cari vecchi Stati di una volta. Qui da me rimetteranno il Granducato di Toscana, il Papa (vecchio, mica scemo) verrà fuori che rivuole le Marche, il Portogallo rivorrà il Brasile, mentre la Spagna non credo proprio che rivorrà né l’Argentina, né Cuba.

E’ anche rischiosa la cosa, sapete? Sì, perché poi magari tornerà fuori uno che vince con libere elezioni, magari alleandosi con gente che fino ad un lustro prima non voleva nemmeno al proprio tavolo. Però governa quasi da solo, perché è lui che ha fatto vincere la coalizione e deve essere lui a comandare, e poi ha quasi tutti i canali di informazione, fa il brain-washing alle persone e va avanti a promesse, ma ne mantiene una ogni cinque-sei anni ad essere ottimisti. Ma parecchi lo amano, parecchi lo vogliono, parecchi lo votano. E lui che però parla tanto, sì, ma solo quando gli pare: appare nei comizi e lì parla con grande verve, “prende”, diciamo. Dice che è circondato ovunque dai fantasmi social-comunisti, ma mai si lascia andare ad un confronto diretto con rappresentanti dell’opposizione.

Già: l’opposizione. Che non è capace di mettersi tutta insieme per sconfiggere quella figura così pericolosa, così avida, così piovra che i suoi tentacoli la strozzano, finché questa non si azzardi a mettere il bastone tra le ruote. Dite che sono andato troppo in là con la fantasia? Già, queste cose non succederanno più, per fortuna.

Pignolo 26 aprile 2002 - Diego Pretini

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