Novantesimo minuto Ragazzi, ce l'abbiamo quasi fatta. Di solito aspetto sempre la fine della partita per cantare vittoria. Quando facevo le regate, avevo paura di perdere fino al traguardo e quando la Juve vince, ho paura che pareggi fino a che non sento tre fischi di seguito. Insomma sono uno un po' pessimista, forse. Ma per questa cosa posso essere ottimista. Il ministro della Giustizia nigeriano Godwin Agabi ha spedito una lettera a tutti i quotidiani della capitale africana, Lagos, delegittimando in sostanza la Sharia, la legge islamica in vigore negli stati settentrionali del paese. La Sharia è incostituzionale, ha detto il ministro dal nome profetico (God-win). "Un musulmano non dovrebbe essere soggetto a una pena più severa di quella che sarebbe imposta ad altri nigeriani per la stessa violazione della legge". Dunque la conseguenza è che Safyia Hussaini è quasi salva. La sua storia ormai la sanno tutti. Trentacinque anni, contadina, analfabeta, tre ex-mariti, cinque figlioli. L'ultima è Adama, 12 mesi, nata quando Safyia aveva già deciso la separazione dal suo ultimo marito. La Sharia dice che non si può avere rapporti sessuali se non sei sotto un matrimonio. E allora la denuncia e la sentenza di pena di morte, che dovrebbe essere eseguita con la più orribile delle uccisioni, la lapidazione, ammesso che esista un assassinio migliore di un altro. Tutte le difese di Safyia sono state stracciate, calpestate. La donna è stata violentata da uno degli uomini più ricchi e influenti del villaggio e difendersi su questa linea è impossibile. E' difficile qui da noi, non può non esserlo altrove. E allora cambia la tattica degli avvocati di Safyia. La donna cambia versione, dice che Adama, la bimba di un anno, è figlia del suo ex e questo la salverebbe dalla morte. Dopo il dibattimento della scorsa settimana Safyia ha detto: "Questa vicenda è toccata a me perché sono povera: altri hanno commesso altri crimini ben peggiori di questo ma non sono stati puniti". C'è il massacro sistematico dei cristiani da queste parti. Ma non c'è stata la stessa indignazione del 12 settembre, mi sembra. Cosa vuol dire vivere in America. Sei un morto famoso. Anche se sei morto lo stesso, in fondo. Il passo del ministro della giustizia sa di politico, fra un anno ci sono le elezioni presidenziali e gli elettori moderati potrebbero essere influenzati da questa lettera del ministro e il cattolico Obasanjo ci tiene ai moderati. Ma per noi i mezzi giustificano il fine. Se lo scopo è vincere le elezioni, ma il mezzo è salvare Safyia a noi non frega niente. Non so quanti abbiano raccolto l'appello fatto da Elbasun, con una pseudo-mailbombing all'ambasciata nigeriana a Roma. Non so nemmeno se questa sia stata utile a qualcosa. Ma so che Safyia è quasi in salvo. E sono contento. Anche se come al solito aspetto i tre fischi di seguito. Pignolo 26 marzo 2002 - Diego Pretini 32
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