il Pignolo 30

Ave Silvio

M'era già successo leggendo il giornale verso ottobre: chi scriveva del congresso dei Ds a Pesaro si firmava Umberto Rosso. Come se il congresso di An prossimo venturo verrà presentato da Franco Nero. Uguale. Altro giornale, altro regalo. Leggo di uno scontro politico in un comune toscano abbastanza conosciuto: Abetone. Qui si scia e basta e come si chiama il sindaco? Alfonso Montagna (per la cronaca è forzitaliota e sta litigando con il suo ex vice, di An). Come se qui da noi, a Livorno, il sindaco fosse Alfio Mare. O, che ne so, a Milano governasse uno straniero, John Smog. E' la dimostrazione pratica del fatto che i latini sapevano già tutto (o quasi) del mondo, circa duemila anni fa: Nomina sunt substantia rerum, i nomi sono la sostanza delle cose. Nella prima metà del Novecento il nome aveva una grande importanza, aveva un significato. A parte quelli che chiamavano i poveri figli Primo, Secondo, Quarto e via con tutto l'ordine d'arrivo ufficiale, è notorio che nel Ventennio molti bambini si chiamassero Benito o Vittorio Emanuele, mentre dopo la Seconda Guerra Mondiale fiorissero i Libero oppure i Comunardo. Suono orribile, quest'ultimo, ma intenso. Ora invece c'è chi si chiama Serena ed è una dei Black Bloc. E chi si chiama Vittoria e ha una sfiga disarmante. Cioè nomi e azioni sono cose opposte. Applicandola al sottoscritto, per esempio, la massima latina suddetta non funziona granché bene, perché prima di farmi prete, credo che voterò Berlusconi, pensate. Ecco: Silvio il Ridente evita di essere giudicato anche stavolta. Il suo cognome non vuol dire assolutamente nulla. Nemmeno agli avvocati. Discorso diverso e certamente molto poco piacevole quello per il suo avversario di sempre, Francesco Rutelli. Buon pro. Ancora più imbarazzante diventa spiegare lo stato di Casini e Pera. Il Governo Berlusconi tiene in considerazione due punti molto importanti per migliorare la società italiana: la riapertura delle case chiuse e il recupero dei tossicodipendenti. E Casini e Pera potrebbero essere le persone giuste per affrontare queste due questioni. Concludendo la lista (che potrebbe tendere all'infinito), speriamo che Paolo Limiti metta un po' del suo cognome alla sua nauseante apparizione in televisione. E la sua nuova partner di tubo catodico (la cognata di Silvio il Ridente, Natalia Estrada: e poi dicono che non faranno un'occupazione della Rai) speriamo che trovi la sua (strada) verso altri lidi, magari verso casa mia, che non sarò pelato, non sarò ricco, non sarò imputato in nessun processo, ma perlomeno ho vent'anni. Poi c'è chi è quasi forzato a fare qualcosa per il nome che si ritrova. Il più importante, ben fatto e venduto vocabolario di latino, per esempio, è scritto da una che di cognome fa Mariotti (e fin qui non c'è nulla da dire), ma di nome fa Scevola, proprio come una delle più prestigiose famiglie dell'antica Roma, il cui rappresentante più popolare era Muzio. Questo signore, per altro, fece proprio di tutto e visto che mancava ancora un centinaio di anni prima che giungesse un barbuto ragazzo di nome Gesù Cristo, ricoprì anche la carica di pontefix maximus, pontefice massimo. Se lo sapesse Berlusconi, avrebbe una voglia matta di tornare indietro nel tempo, nel I secolo avanti Cristo. "Mihi concedat" (Mi consenta). "Feci me solus" (Mi sono fatto da solo). "Volo omnia facere". (Faccio tutto io). "Opus est semper Fides". (Ci vuole sempre Fede). "Nero aequandorum bonorum studiosus est" (Nerone è un comunista). "Caesaris nex aequandorum bonorum studiosi coniuratio fuit" (L'uccisione di Cesare è stato un complotto dei comunisti). "Hannibal aequandorum bonorum studiosus est". (Annibale è un comunista). "Civitas popularis est, cum ego solus loquar, sine intermissiones" (C'è la democrazia, quando parlo solo io senza interruzioni).

Pignolo 18 marzo 2002 - Diego Pretini

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