Pan bagnato

Alla tele c’è Pippo Franco. Prima in classifica c’è la Juve, seconda l’Inter, terzo il Milan.

C’è uno in giacca e cravatta che ruba soldi ai poveri per essere più ricco di quello che è. Accanto a lui cinque, sei, sette otto, cinquanta politici che gli coprivano le spalle con i voti di quei poveri uccellati. C’entra perfino la Unipol, figurarsi. Se vogliono e ce la fanno ad aprire il tappo, il vaso di Pandora sputerà l’inimmaginabile.

Per arrivare al 15 (o al 27, o al 9) nove decimi di italiani fanno i salti mortali, lavorando come somari con il risultato di mettere su una montagnola bassa così. Corrono su un ponte sospeso nel vuoto e ogni volta che fanno un passo in avanti, dietro, va giù un pezzo di ponte.

La solita misericchia di governo agli sgoccioli si barcamena come può, non sapendo da che parte tirare la coperta. Intanto c’è lo spettacolo penoso del capo, che la butta in caciara, appena può: o promette mille e una notte o si pittura come il salvatore della patria, dando l’esempio di come si vive tirandosi anche i peli delle ascelle.

Le mamme uccidono i figli, i fidanzati le fidanzate, si ammazzano tra tredicenni, si stuprano le quindicenni, si stuprano anche le trentenni. Si stupra.

Ci vuole una sentenza del Tar di Catania per spiegare al Ministero dei Trasporti che essere omosessuali non è una malattia.

I film di Boldi e De Sica toccano il picco e ci fanno sopra pure la filosofia.

Si saluta alla romana, si parla del sangue dei vinti perché di quelli dei vincitori s’è già parlato e basta così. Ci sono gli analfabeti, ci sono gli alfabeti, però cretini e allora non serve a nulla.

Ci sono i razzisti e chi non ne parla o chi ne parla, ma male. Ci sono i telegiornali che parlano dell’Islam solo se un egiziano viene arrestato in una stazione, che parlano del Pakistan sono se un pakistano stupra un’italiana in una periferia.

La Chiesa parla di tutto, ma non tutti possono parlare della Chiesa, a Sanremo andranno le fave di Al Bano e Romina, Putin è considerato uno ganzo, Belpietro uno intelligente. I preadolescenti sono sempre più viziati, insicuri, piangenti, mugolosi, fragili, ovattati, ineducati, maleducati e non educati mese dopo mese.

La prima maestra è Maria De Filippi, il secondo Gerry Scotti, il terzo Undertaker.

Ma chi ci crede che il prossimo, di anno, sarà meglio?

Pignolo 27 dicembre 2005 - Diego Pretini

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