Viva la Rai/3: Sedicenti

In questi giorni è piacevolmente diventato facile imbattersi nelle promozioni televisive di due trasmissioni che, a quanto pare a breve, prenderanno il via. Si chiamano – credo ormai d’aver capito – L’Isola dei Famosi e La Talpa, che vanno in onda su Rai (ed è molto più preoccupante, intendiamoci) e Mediaset nelle prossime settimane. Il genere temo che lo conosciate.

Le promozioni in questione hanno carattere epico, solenne, quasi storico: si vedono persone impegnate a tirarsi su funi, che saltano da una parte all’altra di buchi enormi, facce impolverate, truccate, mascherate e, sovente, espressioni di paura, sofferenza, ai limiti dell’indigenza.

In queste pubblicità si dicono anche i nomi delle persone che parteciperanno. Il fatto è – ed è stato il motivo unico per cui ho scritto questo pezzullo – che non ne conosco almeno tre quarti e vorrei capire se è un guaio mio personale o se, invece, non sono solo e dunque quelle trasmissioni sono dedicate a nicchie di fan sfegatatati dei personaggi, che non dovrebbero superare la cinquantina. Partono questi spot e ognuno presenta una tranche di nomi di persone che parteciperanno. Lo spot, con voce impostata, li presenta ad uno ad uno: Marco Verdetti, Gianluca Scatuogno, Geronimo Pirrucci, Gioele Trumpalli, Federica Kilski (perché ce ne sono anche di stranieri, ho visto), Pier Donabbi, Marinella Wittgenstein, Daniela Nieri, Stefania Pasquadibisceglie e Zoe Busdraghi.

Direte: non ne conosco uno. Bene, ho detto la stessa cosa, mirando e rimirando questi, per altro pervasivi, spot.

Ho contato quelli che conosco e sono, se l’informazione può apparire interessante, 11 su un totale di 28 partecipanti. Questi 11 non sono – come gli altri 17 – pret a penser del neomodernismo, ma almeno qualche volta li ho visti, in giro, più spesso per sbaglio o disperazione.

Il fatto non è che chi non vuole certe sconcezze, vuole obbligatoriamente programmi di storia dell’arte e musica classica. Ed è stupido, per favore, dire e pensare: ma tu che ne parli, fai il loro gioco.

Non faccio, se permettete, nessun gioco. Io dico, semplicemente, che i 17 nomi che seguono li ho letti per la prima volta: Romina Carrisi, Cristina Quaranta, Daniele Interrante, Manuel Casella, Fulco Ruffo di Calabria, Elena Santarelli, Antonia Dell'Atte, Arianna David, Beatrice Bocci, Demetra Hampton, Ludmilla Radchenko, Jonis Bashir, Diego Conte, Francesca Rettondini e Gianni Sperti.

E di quelli che conosco, per altro, una buona parte è per buona lena del Caso. Nel senso: Lory Dal Santo esiste nel mio archivio mentale, perché fu compagna di Eric Clapton. Enzo Paolo Turchi perché marito di Carmen Russo. Maria Giovanna Elmi perché ad un certo punto, credo, si vedeva a Novantesimo Minuto, al tempo di Paolo Valenti. Silvie Lubamba perché mi intrattenevo, nottetempo, con il programma di Piero Chiambretti. Denny Mendez perché ha avuto l’astuzia e un po’ la sfacciataggine di vincere Miss Italia, dentro i confini della Padania, pur sapendo di essere di colore.

Non è darsi un tono, fare il trombone, salire sul piedistallo. E’ solo capire se chi è fuori dal mondo è gente come me che non conosce persone che non hanno fatto nulla – il vero bisogna dirlo – per avere il merito di essere riconosciute o chi, invece, le conosce nella quasi totalità ponendo loro, i personaggi sedicenti noti, su un piedistallo per ragioni che concernono, quasi sempre e quasi esclusivamente, lo stare a far nulla davanti a una telecamera.

Pignolo 19 settembre 2005 - Diego Pretini

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