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Le cose sono due: o non sa più di cosa parlare o ci crede tutti ciechi e sordi, o scemi.

"Io sono una risorsa e non un problema. Se ci sono alternative possibili e migliorative, che possono portare più voti alla nostra coalizione, io sono disponibile. Mettiamo da parte questo problema perché non esiste. L'opinione di Follini, Casini e Fini è stata tranchant, a questo riguardo". Repubblica, 30-06-2005.

"La questione della leadership per il 2006 e' da tempo tutta risolta. Nessuno ha mai tirato fuori un dibbio in proposito". AdnKronos, 28 luglio 2005

"E' una storia assurda su cui non voglio più ritornare: la Cdl ha un candidato, il candidato è Silvio Berlusconi". "Non c'è nessuna discussione al riguardo, chi ha idee diverse è libero di andare dove vuole". Ansa, 15 agosto 2005

"Mi candido, a costo di enorme, enorme, enorme sacrificio personale e privato". Corriere della Sera, 30 agosto 2005

Breve sintesi degli ultimi mesi di politica.

Sappiamo benissimo che saranno loro due, Berlusconi e Prodi, a battersi per le elezioni 2006. Ma, per intanto, per l’amor di dio, parliamo di qualcosa.

La bruttezza della politica agostana sta tutta in questo apparire senza essere, ancor di più di quanto succede da Vespa, che è tutto dire.

Ora: per un mese ci stiamo trascinando questa cosa della candidatura del centrodestra per la carica a presidente del Consiglio. Lui, Re Capellone, ci ripete da due mesi che sarà lui, che lo deve fare, che non c’è nessuno che lo sostituisce, che ci vuole uno come lui, che media, che unisce tutti, che abbia carisma, i soldi per la campagna elettorale, quattro televisioni e mezzo (mezza Italia Uno e Rai Tre gliel’abbuoniamo), due giornali, una squadra di calcio, un’agenzia di pubblicità e una compagnia assicurativa, dicendo poi che "Se c’è qualcuno che si sente in grado e si vuol fare avanti, faccia pure".

Poi, però, si irrita come un eritema quando gli dicono robe tipo "Facciamo anche noi le primarie" o "Ci vuole discontinuità" o "Cambiamo strada". E via con i democristiani della sua parte che gli dicono "Ci vuole discontinuità", che dicono "Nessuno glielo chiede, il sacrificio" oppure si lamentano perché la coalizione è una monarchia e non una repubblica o anche gli cantano i Rigueira: "Gli elettori stan finendo, il Governo se ne va; siam diventati grandi, tu resti ancora là". "Là" ovviamente starebbe per "in basso". Ma, ci si può chiedere: dirgli, pacatamente e con le parole giuste, qualcosa tipo "Levati da tre passi"?

Come detto, secondo lui, per sostituirlo, ci vuole uno con un curriculum ben preciso, perché ha fatto lo spavaldo, all’inizio, ma appena i democristiani hanno detto "Ok", s’era già sentito lontano da casa Putin, che come si sa è diventata più familiare del suo tinello (ma ce l’avrà "un tinello", lui?). Ormai fa il presidente del Consiglio solo per andare a casa di Putin. Con che scusa c’andrebbe, sennò? Ha detto, l’altro giorno: "Solo all’idea di vedere uno dell’altra parte sedersi al posto mio con Putin, Blair e Bush, mi sento male". Anche dall’altra parte, secondo me, tanto bene non stanno, al sol pensiero. Io, per dire, non è che sarei tutto questo ritratto di felicità a cercare di parlare di cose serie con Bush, per dire, che ti guarda con quello sguardo tipico di chi l’ha mollata in ascensore e l’hanno beccato.

Il partito dell’Udc, intanto, sta diventando un’alta scuola di satira e sarcasmo. Casini che gli fa: "Sarà bene non dire che chi vuole andare, vada, visto cosa fa l’elettorato", tal Armando Dionisi (tradotto: l’Udc fa rispondere al presidente del consiglio e capo della coalizione un funzionario al debutto) che l’altro giorno: "Questo sacrificio non glielo sta chiedendo nessuno", Bruno Tabacci che chiama le primarie del centrosinistra "Seduta spiritica" (ah, se Tabacci venisse a sinistra e si facesse votare…).

Re Moganato fa: "A costo di enorme-enorme-enorme sacrificio" e Follini, nessuno se ne accorge, lo mette al pubblico dileggio, su giornali e telegiornali, dicendo che ci vuole "un grande-grande-grande cambiamento".

Speriamo che il circolo vizioso (o anche il Circo Togni) si fermi, sennò rischiano di sfrangiarcele tanto-tanto-tanto: i comizi-comizi-comizi dureranno il triplo e ce lo voglio vedere uno che ha la zeppetta come Buttiglione che si mette a ripetere per tre volte "istituzionalizzazione" o uno come Di Pietro che triplica il termine "farei". Anche se il peggio avverrebbe con qualcuno dei Ds che può contare anche sull’alleanza con il Sudtirolervolkspartei-Sudtirolervolkspartei-Sudtirolervolkspartei.

E, alla fine, comunque, c’è anche chi la Dc l’ha rifatta per davvero. Si chiama Gianfranco Rotondi, il rifondatore, alle ultime regionali s’è presentato con questa Dc un po’ qua e un po’ là e gli garba da matti, King Flowers’ Son. Ma lui ha visto e sentito cose che noi nemmeno possiamo immaginare. E disse, qualche tempo fa: "Il rilancio della candidatura di Berlusconi è una finta micidiale. La verità è che Berlusconi si ritirerà, e la reazione di Casini è dovuta al fatto che il nuovo candidato premier non sarà lui, ma un signore su cui segretamente (ma non tanto se lo so anche io) Fini e Bossi hanno dato l’ok". Ne traccia anche l’identikit: figura nuova, esterna, di altissima caratura, che non apra la competizione tra i cinquantenni, un nome che scompagini i giochi alla vigilia delle elezioni, che resterà segreto fino a gennaio". Che gennaio arrivi presto. Si prova ad indovinare? Dai: Montezemolo, Monti, Andreotti, Cossiga, Giolitti, Preziosi. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare è che segreto non ci rimanga a lungo, perché, se supera i 30 all’ora e trova un soldatino imberbe americano, non finisce granché bene. Per lui. Il soldatino, sì, sparisce nei campi del Tennessee.

Ma siccome il centrosinistra perde le elezioni, ma non il vizio (di imitare quelli dell’altra sponda), eccoti Mastella (democristiano, scrivo l’ovvio solo per dare un tono al pezzo), che il naso rosso ce l’ha già e che fa una capriola e fa: "E se al posto di Prodi, ci mettiamo Monti?". E qualche Franceschini, saltellando, applaude come un orsetto di peluche con le Duracell: "Daiiiii, dai dai. Sì sì, bravo bravo", non dicendo proprio "Buttiamo a mare Prodi", ma un qualcosa come "Monti ci farebbe comodo", per il solito criterio per cui Follini e la sua gente dice: "Ci vuole discontinuità" e non "Buttiamo a mare Berlusconi".

Per inciso Monti una settimana fa aveva detto: "Per ritirare su l’Italia, ci vorrebbe un grande centro". Un piccolo centro no. Un grande centro sì. Un centrone. Con i cerchi concentrici, magari, così c’aiutano nel lavoro di tiro al bersaglio, grazie.

Così siamo arrivati all’impensabile: Bertinotti che difende Prodi come candidato-presidente. Neanche Capello alla Juve avrebbe suscitato maggior sorpresa.

Nel frattempo, Folena è andato a Rifondazione, Bobo Craxi è quasi nei Ds, Sgarbi è quasi nella Margherita, De Michelis vuol rimanere con Bossi, Tabacci pare della Margherita, Rutelli pare di An, PianoMan non sa nemmeno fischiettare Romagna mia, mentre una mareggiata di forzitalioti sta battendo violentemente sulla Margherita e Fazio continua a prendere, dopo averne fatte più che Cacco, lo stipendio da presidente della Banca d’Italia.

Afef (ruolo nel mondo: moglie di Tronchetti Provera à ruolo nel mondo: presidente di Telecom Italia à ruolo nel mondo: uccellare tramite Alice) Afef, dicevo, è quasi nell’Udeur, che – lo dico al 97% di chi non lo vota – è un partito e per l’esattezza il partito di Mastella e segnatamente quello che c’è venuto a parlare di "questione morale", lui.

Afef è diventata l’Anti-Pera, che non è un metodo per combattere la tossicodipendenza, ma un modo per dire che Monsignor Marcello Pera, che di professione – qualcuno glielo dica – fa il presidente del Senato e non dirige una curia, l’altro giorno è uscito fuori con una cosa del tipo: "Mi fa schifo un’Europa di meticci", quando il mondo va tutto da un’altra parte.

Pera, tanto per dare delle coordinate, è un sedicente laico moderato.

"Il centrosinistra ha la maggioranza, ma non un leader; il centrodestra non ha la maggioranza, ma ha il leader. La soluzione è semplice: Berlusconi diventa leader del centrosinistra, così i problemi sono risolti. Soddisfazione nell’Ulivo". (Reality Show "L’intelligente" – Mai dire Domenica, Gialappa’s Band, 2005)

Se sei un cabarettista e hai battute spassosissime che sei stanco di ripetere a tua nonna che non capisce una mazza, CHIAMA l’UDC!!! Spedisci il tuo curriculum a via Due Macelli. Vedi? Già l’indirizzo fa piegare dal ridere!!! Svelto!!!

Pignolo ?? settembre 2005 - Diego Pretini

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