Sono affetti

Nel Consiglio Comunale di Pistoia (come, in Toscana, anche a Pisa, Firenze, Arezzo, Siena, Livorno, Prato, Piombino ed Empoli più altri più altri paesi più piccoli) è stata approvata una mozione che in sostanza lancia il registro delle unioni civili, di sesso diverso o dello stesso sesso, come in tutti i Paesi civili.

Monsignor Simone Scatizzi è vescovo della Diocesi di Pistoia. La pensa così:

1) I consiglieri hanno preso coscienza della crisi della mascolinità anche in Italia, oltre che nel mondo?

2) Hanno avuto consapevolezza che i sessuologi e gli andrologi hanno sempre più richieste di intervento proprio per una svirilizzazione del maschio?

3) Hanno preso coscienza che questa deriva culturale porterà sofferenza psicologica a persone che si troveranno defraudate di tanti contenuti importanti di vita?

4) Hanno parlato mai con serietà con persone omosessuali per coglierne l’angoscia e la disperazione che spesso le intridono?

5) Si sono resi conto che porteranno nella vita la responsabilità di aver incentivato la confusione di genere in momenti significativi della maturazione della personalità ed avranno il risentimento, se no l’odio, di tanti sofferenti ed angosciati per la loro incompiutezza?

6) I consiglieri si sono resi conto che la differenza di genere – maschile e femminile – è una ricchezza della vita psichica della coppia e nello stesso tempo del singolo partner, per gli aspetti originali e acquisiti che il maschile porta al femminile e il femminile al maschile, mentre ciò non avviene nella coppia omosessuale?

7) Se il criterio dei consiglieri è stato quello di regolarsi sulla domanda di una minoranza, a quando il consenso civile per la pedofilia, le organizzazioni mafiose, il terrorismo come rivendicazione, la stessa aggressività e violenza fisica per farsi valere, la guerra preventiva ecc.?

8) Perché alcune minoranze devono essere ascoltate ed altre no?

9) E perché non devono essere ascoltate maggioranze che propugnano comportamenti che né i consiglieri né il sottoscritto condividono, a cui ho accennato sopra?

10) O si considerano i comportamenti sessuali, anche i più anormali, come fattori che non hanno sulla società nessuna incidenza?

11) Posta la laicità dello Stato, esiste un’etica naturale a cui fare riferimento oppure no?

12) E una cultura che ha difeso e difende la persona come valore su cui misurarsi è un portato di arretratezza o di civiltà?

13) Mi possono dire con chiarezza in quale civiltà si sono formati e a quale civiltà appartengono?

14) È vero o no che i partiti che fanno certe scelte – nazismo, comunismo, fascismo, liberismo selvaggio – finiscono col provocare soluzioni opposte, anche se non condivisibili?

15) Credono i consiglieri che si possa continuare una politica a colpi di testa, senza una linea precisa, dovendosi continuamente tappare il naso?

 

Mascolinità? Virilità? Si perdono per colpa dei gay? Non ci sono solo gli omosessuali, Monsignore, la informo, ma anche LE omosessuali. E allora la femminilità? Si perde anche quella o no? Pensa davvero di saperne abbastanza in merito?

E allora, però: cos’è la virilità, Monsignore? Gonfiare il petto come i gorilla o prendersi a cornate come gli stambecchi, per capire? O creare quell’infallibile clima da spogliatoio che caratterizza molti gruppi tutti maschili, dove si fa gli spacconi perché in più ci sono i muscoli e in meno c’è una donna, che se ci fosse metterebbe tutti in fila? Andare allo stadio, suonare la batteria, farsi la barba, fare il vescovo, grattarsele? Per capire: essere virili vuol dire lavorare e lei alla conca? Giocare d’azzardo, fumare la pipa, fare la guerra, bere whisky? Avere i peli? Ubriacarsi? Ruttare? Per capire.

E poi: vuole scommettere che troviamo omosessuali molto più coraggiosi, meno paurosi e fragili di molti uomini che camminano con il mento alto, che non hanno paura di dire le cose come stanno? La virilità c’è solo quando si fa l’amore con una donna?

“Sofferenza psicologica di persone che si troveranno defraudate di tanti contenuti importanti di vita”. Defraudate di contenuti importanti? Sofferenza psicologica? La sofferenza psicologica la creano i vecchi bacucchi che la pensano come cento anni fa. I contenuti importanti quali sarebbero? L’amore, l’amicizia, le ambizioni, i sogni. E un omosessuale non ce l’ha, tutto questo? Se un vecchio bacucco non lo vieta loro, le assicuro Monsignore che loro lo fanno da matti (oh mio Dio), hanno centinaia di amici ed amiche (che i maschi virili e tuttidunpezzo non vorranno mai avere, perché una donna “si fotte”: che sia questa la virilità? Chissà), le ambizioni e i sogni ce li hanno di grandissimi, come tutti noi.

Angoscia? Disperazione? I gay pride sono feste di certo più allegre e animate di altre di ben altra estrazione. Confusione? Incompiutezza? Ma confusi e incompiuti, a naso, qui d’intorno, non sono certo gli omosessuali.

La differenza di genere è ricchezza della vita psichica della coppia? Temo che le coppie omosessuali, se si amano per davvero, se ne possono fare serenamente una ragione e altamente strafregare. E credo anche che, sentendo inventare tutte queste cose intorno, potranno, ad un certo punto, far uscire lievemente la loro lingua dalla bocca (oh Santissima Madre), stringere gli occhi (oh Signore Iddio) e fare una mondiale, planetaria pernacchia.

Sentite questa: “Se il criterio dei consiglieri è stato quello di regolarsi sulla domanda di una minoranza, a quando il consenso civile per la pedofilia, le organizzazioni mafiose, il terrorismo come rivendicazione, la stessa aggressività e violenza fisica per farsi valere, la guerra preventiva?”. Più o meno il pensiero di Calderoli, ma detto difficile (nemmeno tanto). Il ragionamento è fissato su tre vaccate spaziali: l’omosessualità come malattia (pedofilia), l’omosessualità come criminalità (la mafia), l’omosessualità come bestialità (il terrorismo, la guerra).

Dunque, chi è gay è come se fosse affetto da una malattia incurabile, non sa quel che fa, è preso improvvisamente da spasmi e inizia a comprare cinture di paillettes, come in trance, e chi viene solamente sfiorato, dev’essere messo in quarantena, sennò il contagio può essere catena senza fine: “Sparategli il sonnifero, è già nella fase lucida-labbra”. Oppure, peggio: chi è gay è un criminale. “A tutte le unità , convergere su viale Cavour, all’altezza dell’edicola. C’è un convertito pericolosissimo che ha chiesto all’edicolante Corriere e Gazzetta dello Sport: si vuole camuffare, ma non gli credete. Avanzate con molta cautela e pronti con gli spray per gli occhi, perché i gay sanno essere ferocissimi”.

La democrazia, sa, egregio Monsignore, non è solo dare il diritto di voto. E’ dare quanti più diritti possibili – che non ledano i diritti altrui – a quante più persone possibili. Quali altre minoranze non sono ascoltate? Forse la Conferenza Episcopale Italiana? Temo sia ascoltata anche eccessivamente. Non ci si basa sulla domanda di una minoranza, ci si basa sulla giustizia più aperta e ampia possibile per tutti. Se quelle maggioranze di cui lei parla, combattono diritti a favore di altre minoranze anche se non contrastano né ostacolano la vita dei componenti di quella maggioranza, perché mai dovrebbe essere ascoltato anche un solo individuo che ne fa parte? Cosa gliene frega, per capirsi, a un vescovo, se lo Stato Italiano in futuro o in alcuni comuni già da adesso (non una parrocchia di Pistoia, non la Cei, né il Vaticano) vogliono permettere alle coppie eterosessuali o omosessuali che convivono, di essere riconosciuti formalmente coppie di fatto? Nessuno degli eterosessuali, né degli omosessuali è costretto a stringere il Pacs (si chiama così). E nemmeno è costretta la Chiesa a piacerle l’unione di fatto. Ma lede a qualcuno? A me lede? No. Al lui, al monsignore, lede? No. E allora: di che si parla? Gli omosessuali si intromettono quando c’è da legiferare su parrocchie o uomini di Chiesa. No, e sa perché? Perché questo è lo Stato, quella è la Chiesa. E non c’entrano nulla, l’uno con l’altra.

È lo stesso concetto che hanno sulla legge sulla fecondazione assistita. E’ un modo di pensare tutto cattolico. Farsi gli affari degli altri, senza che niente cambi a loro stessi. Dev’essere così perché dev’essere così: bimbi piccini. Le unioni civili per gli omosessuali non ci devono essere perché non ci devono essere.

E come motivazione c’è che, siccome esistono le unioni di fatto, tutti improvvisamente diventano gay. “Ah bè, c’è la legge, sai cosa faccio? Divento gay”. Uno legge il giornale, al mare, con sua moglie e ad un certo punto: “Sai a cosa pensavo, cara? Di farmi un bel commercialista. Cosa ne pensi?”. “Mah, pensaci bene, Giovanni. Sai di questi tempi non ci si può mica fidar di nessuno”. “Ma pare sia conveniente, è per questo che…” “Ma insomma, Giovanni, fai un po’ come ti pare, tanto appena leggi una cosa, tu…”.

Il fatto è che queste persone considerano l’omosessualità un “comportamento sessuale anormale” (testuale): non un normale modo d’essere (come avere gli occhi azzurri o i capelli biondi: ci si nasce). Non riescono ad arrivare a capire (con certe menti, in parte si capisce anche perché) che gli omosessuali non hanno solo comportamenti sessuali (così come li hanno gli etero: esattamente uguali, dal punto di vista sostanziale), ma anche vita, sogni, atteggiamenti, sentimenti ed emozioni come ogni altro essere umano sulla terra. Sono quei sentimenti e quelle emozioni, poi, certo, a spingere fino ai comportamenti sessuali. Non è perversione, monsignore, non è feticismo.

“Posta la laicità dello Stato, esiste un’etica naturale a cui fare riferimento oppure no? E una cultura che ha difeso e difende la persona come valore su cui misurarsi è un portato di arretratezza o di civiltà? Mi possono dire con chiarezza in quale civiltà si sono formati e a quale civiltà appartengono?”.

Le culture che difendono la persona come valore, la difendono tout court, senza proclami da esorcista. Con le unioni di fatto la persona come valore è difesa di più e meglio. L’etica naturale a cui si fa riferimento è l’etica del diritto e non l’etica morale (o moralistica), specie se cristiana, anzi cattolica. Chi è contrario all’allargamento dell’unione civile agli omosessuali non difende la persona e non porta certo civiltà, ci faccia il piacere. Nemmeno arretratezza, ben intesi: l’arretratezza rimarrà nel suo pensiero (affatto maggioritario come si dice), non certo nella società.

Se la Chiesa vuole cercare di non allontanare i giovani dalle parrocchie, è bene allontanare questi capoccia che credono di insegnarci a vivere e a capire. La fortuna della Chiesa è di avere tante parrocchie e tanti parroci che non la pensano nello stesso modo.

P.S.: Chi scrive è contrario in modo inamovibile all’adozione a coppie omosessuali.

Pignolo 28 luglio 2005 - Diego Pretini

185


Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE

Copyright © ElbaSun

(Le responsabilità di queste opinioni sono esclusivamente dell’autore)