Così, si fa

Per capire come dovrebbero andare, nella norma, le cose e per non perdere il vizio, ci sarebbe da sapere che in Germania la scorsa domenica si è votato solo in uno Stato, o Land, come lo chiamano loro. Si è votato nel Nord Reno-Westfalia, al confine con la Francia, dove c’è la Ruhr e le sue miniere, sempre contese tra Francia e Germania fin dai tempi della Pace di Varsailles.

Ci sono le miniere, ci sono gli operai, da queste parti la sinistra tedesca c’è nata.

Invece ha vinto la Cdu, partito di centrodestra, ha perso la coalizione rosso-verde della Spd del cancelliere Schroeder e dei Gruenen, i Verdi.

Rispetto al 2000 la Spd ha perso 5 punti e fischia in percentuale, la Cdu ne ha guadagnati più di 6. Schroeder non ha detto: Facciamo un altro governo, facciamo il bis, facciamo La Malfa ministro, parliamo di sud se proprio si deve, vendiamo le spiagge, troviamoci un diversivo di ‘sta sboronata del partito unico.

No. Ha detto: Andiamo alle elezioni anticipate.

Va detto che questa della Nord Reno-Westfalia è l’ultima di molto sconfitte cocenti per la coalizione rosso-verde di centrosinistra in Germania. Ma pensate fosse successo qui: si vota nel giro di tre anni in quasi tutte le regioni del Paese, la maggioranza perde voti ovunque e non è evidentemente più maggioranza. Poi si vota solo in Piemonte e perde di nuovo. Secondo voi si va al voto anticipato?

Le ragioni della crisi non sono, qui, l’undici settembre, la congiuntura (come gli piace, a Tremonti), il terrorismo, le diete, i comunisti, i catastrofisti, le vacanze di Pasqua (dice: è satira; no, no: l’ha detto). Le ragioni sono quelle e le dice pari pari, come in ogni altro Paese democratico del mondo, per la verità: la disoccupazione, l’alto costo del lavoro, il mercato del lavoro troppo rigido, i conti pubblici sballati soprattutto dalle insufficienti entrate fiscali, causate anche da una buona parte di morosi, che qui in Italia si chiamano “furbi” e non “ladri”.

Dice Giovanni Di Lorenzo, direttore di origini italiane del settimanale più letto in Germania, Die Zeit: “Affrontare elezioni anticipate col rischio forte di perderle può anche voler dire che non si è più succubi della voglia di restare a ogni costo al potere. E’ prova di senso di responsabilità, di senso dello Stato”. Senso dello Stato: quant’è che in Italia non sentiamo queste tre parole? Fa un effetto stranissimo.

Insomma: così dovrebbero andare le cose, nella norma.

Qui no, nella norma non ci vogliamo mai stare, è stretta la norma, anche se non scritta, ma moralmente idonea. Al massimo è un nome da ristorante, La Norma. Qui si sorride quando si va fuori della norma, si è “ganzi”, se alla norma si mette nel ciocco. In soldoni: qui, al massimo, si inventa un ministero e si dà a Miccichè.

Pignolo 8 giugno 2005 - Diego Pretini

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