Il regime c’è: comunista

Se il governatore della California è Arnold Schwarzenegger, una parlamentare di Forza Italia è una Carlucci (curriculum: Buona Domenica, Mela Verde) e un’europarlamentare di Forza Italia si chiama Iva Zanicchi, in proporzione il portavoce dello stesso partito del Re può chiamarsi Elisabetta Gardini.

Per capire chi e come ci sia tale meritocrazia in quello che fu il primo partito d’Italia (criterio che porta a fare da portavoce non uno che davvero porta la voce, cioè il pensiero, se c’è, del partito, ma un’attrice) Maurizio Belpietro, valente galoppino azzurro che dirige il Giornale e ora s’è meritato (come negarglielo) un bel programmino in terza serata su Canale 5, rete ammiraglia di Mediaset.
Il programma si chiama “L’Antipatico”. È una specie di Mixer fatto male, con un’intervista di dieci minuti, forse un quarto d’ora, al protagonista di turno. Va in onda intorno alla mezzanotte, più o meno, mentre sulle altre reti vanno in onda, che ne so, “C’era una volta” (giornalismo di reportage come usava una volta e ora non più, che annusa “le ascelle dei poveri” e non l’essenza di carinzia delle riunioni diplomatico-commerciali, addirittura aiutandosi a volte con i comunicati-stampa) oppure “Correva l’anno” o ancora “Voyager”.

Maurizio Belpietro si riconosce per la tipica prerogativa di non cambiare mai espressione. È nato così, pare, con il sorriso di plastilina, a metà tra il provocatorio e un broncio, antipatico, tanto se lo dice anche da sé.
“L’Antipatico” si è contraddistinto, negli ultimi tempi, per una scelta di gusto altissimo. Dopo le uscite di Flavia Vento che ha rivelato di votare il centrosinistra (in particolare la Margherita), facendo mettere le mani nei capelli a tutti quelli del centrosinistra, il direttore del Giornale (ridendo a crepapelle, astutissimo) cos’ha fatto? Ha chiamato in fretta e furia la Vento e l’ha intervistata.
Le ha chiesto sulla giustizia, sulle tasse, sulla guerra e lei inevitabilmente, quando e se sapeva rispondere, ha infilato strafalcioni in serie. Come se la rideva il Belpietro.

E l’altro giorno invece ha chiamato la Gardini.

Una domanda, povero Belpietro, era innocente: come mai, in sostanza, ha sposato le idee berlusconiane, Elisabetta Gardini? Lei, con voce suadente, labbra strette e sensuali, capigliatura un po’ troppo ‘80s, ma senza dubbio fascinosa, ha detto una cosa del genere: “Per perseguire l’obiettivo di Forza Italia, ovviamente, cioè dare all’Italia libertà e democrazia”.

Mi son assentato un attimo dalla forza di quell’intervista (scomoda e piccante) e mi son messo a pensare: libertà e democrazia, libertà e democrazia, libertà e democrazia… l’antifascismo? La Resistenza? Il referendum per scegliere tra monarchia e repubblica? L’Assemblea Costituente del 1945? Tutte le volte che al governo è andata la Dc? Chi ce l’ha mandata, cavolo? Non l’hanno votata? Tutti colpi di Stato? E mi son preoccupato. Ma insomma: se la libertà e la democrazia sono arrivate solo quand’è arrivato il Re Phardlifting, prima, minchia, come abbiamo fatto? Nessuno votava, prima? Chi andava al governo? Gente a caso? E i giornali, per dire. Non potevano scrivere cosa volevano? Cioè: no, potevano fino ad un certo punto, specie su certi argomenti, sennò Mino Pecorelli mi manderebbe giustamente a quel paese, ovunque sia adesso.

E mi risuonavano in testa, ‘ste due parole: libertà e democrazia, libertà e democrazia, libertà e democrazia… E non riuscivo a capire cos’erano, visto che dal 1945 a oggi non abbiamo votato, non possiamo andare per strada a dire ciò che pensiamo, non possiamo scrivere su un sito internet chiamando il presidente del consiglio Re Phardlifting. Anche se si può sempre mandare al diavolo il direttore del telegiornale più visto d’Italia solo perché non è abbastanza a favore di chi comanda (la differenza s’è già vista, per altro: l’altra notte, prima del caso di Giusy, del monito di Pisanu sulle spese proletarie e l’incontro tra Blair e Chirac sono andati in onda i seguenti servizi: ipotesi sul presunto omicidio di Maria Callas e un’intervista a Bill Gates).

Una seconda domanda di Belpietro è bellissima: è stata mai discriminata perché non è di sinistra? Lei non aspettava altro. Non ne se ne approfitta neanche tanto, dobbiamo dare atto. Dice che, mah, insomma, sa com’è, con aria di sufficienza, succede che, quella parte è così, cosa ci si può fare, capisce cosa dico.

Poi si arriva al momento clou: Ma è vero, le chiede Belpietro, che suo figlio le ha chiesto come mai, se dicono che in Rai son tutti comunisti, non la diventa anche lei?

Lei sorride, macomefaasaperlo, e lui, simpaticissimo: “Evidentemente mi sono informato” (è il massimo del contraddittorio nell’intervista, chiariamo).

Da qui si arriva a una capriola alla Comaneci: “Sì, guardi, d’altronde anche mio nonno non accettò mai di prendere la tessera del partito fascista e costrinse la sua famiglia a vivere in povertà, perché perse il lavoro”. Che schifo. Paragonare il regime fascista e gli sforzi dell’antifascismo, di cui faceva parte (e gli rendiamo grazia, come a tutti gli antifascisti) suo nonno, alla lottizzazione, in fondo mai estinta, altro che seconda repubblica. Ma cosa c’entra? E perché il presidente della Fininvest non le ha dato un posto come conduttrice, presentatrice, attrice, se era brava, se era di destra e discriminata?

E da lì la solita pantomima: la Rai è in mano alla sinistra. Lei non ha più lavorato in Rai perché non è di sinistra. Belpietro (evidentemente si è informato, porca miseria) gongola. La Rai in mano alla sinistra. Vespa (la Rai alla sinistra), Cattaneo (sinistra), Veneziani (rosso), Alberoni (sovietico), Petroni (maoista), Mimun (eh bè), Mazza (verde), Del Noce (dilibertiano), Ferrario (saluta col pugno), Moncalvo (ha la maglia del Che), Socillo (ascolta gli Ska-P), Leone (ha il cognome che è uguale al nome di Trockj, è evidente). Alcuni qualcuno non li conoscerà neanche, ma questi personaggi sono coloro ricoprono ruoli di comando in Rai. Certo, c’è anche Rai Tre. Ma Rai Tre non è la Rai.

Tra l’altro, mi diceva qualche tempo fa un mio casuale lettore prestigioso (che lavora in Azienda), durante un piccolo tragitto in auto sotto una pioggia battente, il problema non sono i Santoro o i Biagi, il problema sono quei tanti giornalisti giovani che per paura non fanno più giornalismo di qualità, d’inchiesta, non indagano più, non spettegolano più, avendo paura di dare fastidio, di essere: fff, soffiati via. Il senso è che stanno uccidendo il giornalismo vero, quello fatto per bene, dal basso, dove il giornalista ha un minimo di senso critico, di amore per la professione e non per il Palazzo, dove non c’è la paura di sbagliare, quando sbagliare vuol dire criticare (certo, con savoir faire, non con rabbia e grossolanità) chi sta al ponte di comando.

E, insomma, tornando a bomba, all’argomento scottante e scandaloso, la Gardini non ha più presentato un programma in Rai perché non è di sinistra. Non le devono aver detto che nel 2001 ha vinto il Re, però. Son già passati quasi 4 anni. Qualcuno la avvisi. O avvisi il Re.

Anche perché la domanda del figlio può non essere di “logica stringente”, come l’ha definita Belpietro (che evidentemente si è informato, e che cavolo), ma di ironia sorprendente che né la Gardini né Belpietro hanno capito.

Il senso forse era: Ma se dicono che in Rai son tutti comunisti e però c’è tutta gente di destra, perché mamma sei di destra e non ci sei?

Pignolo 13 dicembre 2004 - Diego Pretini

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