il Pignolo 16

Euro/1: problemi di soldi nel calcio

Uno può anche tenersi le cinquanta, cento, duecento o cinquecento lire nel suo scrigno personale. Ma teoricamente l'avvento così violento dell'euro (che per altro il 90 per cento degli italiani ha coscientemente ignorato), ci priverà di uno dei metodi più semplici, veloci e drastici per vincere o perdere una scommessa, per decidere una strada quando siamo a un bivio, per stabilire a chi sta il primo turno: il lancio della monetina. Testa o croce, insomma. L'euro (in particolare lo spicciolo da due euro) è asimmetrico e tende sempre a cadere dalla parte della testa. Le possibilità non sono più 50 e 50, ma 75 e 25. E se uno che lo sa si ingegna un poco (ma proprio poco) potrebbe farci milioni di euro (già miliardi di lire) truffando coloro che non lo sanno. Meglio rendere pubblico il trucco per evitare delle scontate brutte figuracce a qualcuno. Il problema tocca più che altro il calcio, comunque. La monetina è stata sempre una colonna inamovibile del tempio del pallone. Nelle partite era come la linea mediana, il dischetto o la bandierina. Cose che non si possono togliere dal gioco. Insomma, con una monetina hanno deciso anche un Mondiale una quarantina d'anni fa. Non è cosa da poco se non ci saranno più spiccioli negli stadi. Come si farà a scegliere palla o campo in serie A, senza una lira? Vedremo gli arbitri Collina di Viareggio e Braschi di Prato organizzare torneini di morra cinese a centrocampo? Oppure vedremo fare pari o dispari a Maldini e Del Piero? Immaginatevelo. "Allà". La scena sarebbe penosa. Inoltre scatenerebbe il dibattito al Processo del Lunedì. Il commento della serata sarebbe più o meno "Calcio mistico: perché Allà e non Dio e Buddha?. A centrocampo si dice Allà. E i cattolici come Chamot? E i buddisti come Roberto Baggio?". Cosa ci inventeremo allora? Partite a briscola e scopa, due su tre? Oppure un bel monopoli con ventidue giocatori? Si potrebbero fare gare di tiro alla fune. Mastodontiche, comprendenti anche panchinari, allenatori, magazzinieri, dottori, massaggiatori, guardalinee. Oppure si farà il gioco della bottiglia. Ma poi metti che in campo si confondono e si vede Crespo dare un bacio a Batistuta, il che non è il massimo del piacere. Oppure si vedrebbe Montero dare un gancio pauroso a Di Biagio (ma non è già successo?). Va a finire che invece degli inni nazionali, dalla televisione sentiamo "Passa Paperino / con la pipa in bocca / guai a chi la tocca …". Ecco allora perché non si può dar ragione al Ministro della Repubblica Italiana Umberto Bossi quando dice "A me dell'euro non me ne frega niente, ma credo che non importi a nessuno". Non è vero. A qualcuno importa. Agli arbitri. E a chiunque voglia comprare qualsiasi cosa in un Paese qualsiasi tra i dodici dell'Unione Europea, tra i quali l'Italia. E non credo che Bossi abiti in Angola.

Pignolo 13 gennaio 2002 - Diego Pretini

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