Orgoglio e pregiudizio (miei) 2° parte


Parla Lucarelli, dicevo, la cui storia racconta di uno che ha rinunciato a uno stipendio normale da calciatore (cioè di uno che gioca con un pallone) per giocare nella sua città e nella sua squadra. “Tenetevi il miliardo” è il libro scritto dal suo procuratore e che ha fatto scalpore.

Ma quant’è bravo Lucarelli, ma quant’è buono Lucarelli, son cose che fanno bene al calcio, e menomale che c’è Lucarelli, come sarebbe bello un mondo di Lucarelli.

Allora fu così, è stato sotto l’occhio di tutti.

Perfino una trasmissione all’una di notte su Radio Uno ne ha parlato e i giornali, in toto.

Ora, ecco Lucarelli a Controcampo.

Dice che parla a nome della squadra, di tutta la squadra.

Dice che questo accanimento contro il Livorno è sospetto, ha timore che ci sia qualcosa di più dell’errore arbitrale, che il Livorno dà fastidio perché il colore non è solo l’amaranto, ma in generale il rosso. Dice che, lo scorso anno, le 4 squadre retrocesse dalla A alla B erano le uniche nelle cui curve campeggiava il volto del Che: Empoli, Perugia, Modena e Ancona.

Dice che ha paura che, dietro, ci sia una mano più grossa, così potente che la sudditanza psicologica non c’entra, che l’errore arbitrale sia solo un’arma semiinvisibile ma pesantissima. Le parole non sono queste che ho scritto, ma il senso sì.

Si rientra in studio. Giro dei commenti e chi parla per prima? Elisabetta Canalis. Chi? Elisabetta Canalis. Forse non ho capito bene. Chi? Elisabetta Canalis. Ma forse state scherz… Chi? Elisabetta Canalis. Fa la donna vissuta, “Ma andiamo, ma su, ma stiamo scherzando, mi sembra una cosa ridicola, fuori dal normale” e ride, ride, ride. Cose banali, tipo: “la politica non deve entrare nello sport, è ridicolo, ma che discorsi sono?”. Elisabetta Canalis. Una che la cosa più importante che ha fatto nella vita sono state otto battute in “Carabinieri”. Parla. E ride. Vabbè. La perdoniamo proprio perché nel curriculum ha: Veline, Carabinieri, Controcampo e Visitors, l’unico programma comico degli ultimi 5 anni che non ha avuto successo.

Poi parla Paolo Liguori, un fedele galoppino del Re, che chissà cos’ha fatto per essere relegato su tgcom, su internet, dove c’è, evidentemente, molta meno visibilità rispetto alla direzione di Studio Aperto, nonostante questa non sia certo un vanto. Dice: “Lucarelli è simpatico, ma non serio”.

La carrellata dei professoroni prosegue con Giampiero Mughini, fondatore, pare, del Manifesto. Molto spesso sono d’accordo con questo signore dai modi particolari. Ma ogni tanto la fa fuori dal vaso. “Una dichiarazione idiota” chiosa alla fine del suo comizio, con il suo teatrale e inutile crescendo del tono di voce.

Poi c’è Paolo Di Canio, che è tornato alla Lazio dopo anni in Inghilterra, un signore, quando gioca, un po’ meno quando parla, che pare sia di destra quanto gli ultras del Livorno di sinistra (il tatuaggio del Duce su un braccio non credo sia un sign di un Ufo). Dice che queste parole “non fanno bene al calcio, non è il modo per farlo crescere”. E poi una cosa francamente incomprensibile: “Se dice di essere di sinistra, dovrebbe essere politicamente corretto”. C’è qualcuno che la capisce? Mah.

Quattro frasi: la politica non deve entrare nello sport, non è il modo per far crescere il calcio, Lucarelli non è serio, è una dichiarazione idiota.

- La politica non deve entrare nello sport. Cos’è, allora, Galliani che è vicepresidente del Milan e, contemporaneamente, presidente della Lega, vale a dire: decide lui per tutti i club di serie A e B? Non è politica? Cos’è, se non politica, il Re Phardlifting che si fa un spottone di mezzora parlando del suo Milan, con la scusa che è il presidente della società, a ridosso delle elezioni? Quello no, andava bene? Cos’è il decreto spalmadebiti? (thanks daddy). Questa non è politica? E cos’è? Enigmistica, numismatica, geriatria, equitazione? Come si può chiamare?

- Non è il modo per far crescere il calcio. E allora qual è il modo? Facendo continuare a vincere le stesse? Tenendo su il Messina perché è composta per metà da uomini Gea, scuderia guidata da Moggi? Qual è il modo? Facendo guadagnare in un mese a uno che gioca a pallone – gioca a pallone, voglio dire, gioca con una palla, mi capite? – ciò che uno che sta al bollore del metallo non prende in un mese? Questo è il modo per farlo crescere? Far crescere il calcio vuol dire stare zitti, muti, va tutto bene?

- Lucarelli non è serio, è una dichiarazione idiota. Sono seri loro? Intelligenti solo loro che stanno a sedere sulle poltrone? Solo i professorini dei talk-show calcistici e chi dice cose ovvie e piatte e risentite è uno che è serio e non idiota? Chi è più serio, chi meno idiota: chi, sulla sua ultima porsche, è tutti i giorni sui giornaletti o chi si taglia lo stipendio di un miliardo per giocare nella sua e per la sua città? Chi scegliete: Lucarelli o Totti e Del Piero che quando gli girano vogliono farsi rinnovare il contratto? Chi deve tacere: Lucarelli o i professorini sulle poltrone? Chi ha offeso Lucarelli? E chi hanno offeso Mughini e Liguori? Perché non dire: non sono d’accordo, non è vero, non è così? Perché fare le primedonne, i babbi arrabbiati, i savi sul monte, i teatrali?

Vi dico quel che penso io, se interessa. Qualche sospetto, guardando Samp-Livorno (perché non è solo il rigore, si riconoscono gli arbitraggi strani, li vedo perfino con la mia Juve), mi è venuto. Devo essere sincero, ho paura che un po’ di fastidio lo diamo. Cantare “Berlusconi pezzo di…” tutte le settimane in diretta Sky non piacerà alla maggioranza di coloro che nel calcio comandano e in politica non votano Bertinotti, proprio per il fatto di comandare. E poi vuoi mettere una piazza come Messina, Palermo o Torino, se tornerà in A, o Napoli, che alla fine lo tireranno su a forza come la Fiorentina, e una come Livorno, che s’è già un po’ spenta perché non abbiamo ancora vinto? Insomma, il sospetto m’è venuto.

Ma dirlo così, ai quattro venti, all’Ansa, ai microfoni Mediaset, non ha giovato. E non solo perché sono cose gravi, quelle che dice, che, se provate, sarebbero un vero scandalo e una sconfitta per chiunque di noi che compri Sky per le partite. Ma anche perché doveva capire che le sue parole sarebbero subito state commentate e tagliuzzate e mediate dalle opinioni di professorini e professoroni, che agitano in aria le loro montature degli occhiali e si buttano all’indietro i capelli grigi polvere. In buona sostanza, nella vita, facendo nulla.

Cristiano è molto più intelligente di quanto si possa pensare, non ha fatto una sparata, così, tanto per fare. Furbescamente, livornesamente, ha fatto rumore, per vedere l’effetto che fa. Per vedere, se, prima che finisca il campionato, un arbitro che ci dia ciò che ci spetta toccherà anche a noi. Sarebbe commovente.

2 - fine.

Pignolo 13 ottobre 2004 - Diego Pretini

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