Le fondamenta della ragione

Una notizia, che ha del grottesco ed è ai limiti del mondo, è passata quasi inosservata da giornali e telegiornali, quasi certamente perché non portava share.

E’ successo che su una spiaggia turca cinque ragazze di fede islamica si siano immerse in mare.

Ma proprio per osservanza della religione non si sono potute togliere il burqa.

Che è diventato grevissimo, fino a portarle pian piano giù.

Al momento di soccorrerle né uomini di buona volontà né le amiche delle ragazze le hanno toccate, i primi perché sarebbe stato impuro toccare le ragazze le seconde perché “così voleva Dio”.

Qui non c’entra la religione.

Uno può credere in qualsiasi cosa.

Io credo nell’uomo, per dire.

C’è chi crede in Dio, chi in Allah, chi in Buddha, chi nella dea Visnù e chi negli sciamani. Non è questo il problema.

Il problema è quando la religione diventa estremismo, fondamentalismo, paraocchi, stupidità, cretinità pura, follia.

C’è chi fa annegare ragazze nell’acqua perché la religione dice che anche solo toccarle è peccato.

C’è chi dice che il profilattico non va usato e tutti sappiamo bene qual è il male del secolo, l’Aids.

Ma il fondamentalismo non è solo nella religione. Ed è questo il problema.

Il fondamentalismo può essere nel nostro orgoglio, nella nostra arroganza, nelle nostre abitudini, nelle nostre convinzioni, nelle nostre tradizioni, nei nostri insegnamenti, nei nostri apprendimenti, nel nostro modo di essere, da soli e con gli altri.

Senza pensare che rimanendo impuntati, fermi, immobili in ciò che siamo e vogliamo essere, su ciò che pensiamo e vogliamo pensare porta vantaggio solo al nostro ego e alla nostra vanità; mentre fare un passo indietro, a volte, può essere indifferente per noi, ma fondamentalmente indispensabile per chi ci sta intorno.

Pignolo 10 agosto 2004 - Diego Pretini

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