Rapaci Capaci

Esiste un giornale, Vanity Fair, colonna portante della cronaca rosa americano che ha colonizzato anche il nostro Paese (perché prendiamo sempre le cose peggiori dagli Stati Uniti e non le tante buone che hanno?), che esce sempre con qualcosa di shockante da dire. Trova sempre il virgolettato ad effetto. Sorprende sempre, fa rimanere a bocca aperta.

Non l’ho mai letto e ne faccio un vanto, ma ogni settimana, tramite altri giornali, so sempre qualche cosa che è stato detto a Vanity Fair, che coniglio ha tirato fuori dal proprio cappello. L’ultima trovata è stato dire colui che ha amato Valentino, ma nel passato è stato il turno di Fiorello che ha ammesso di aver fatto uso, in passato, di droga o di Sting che ha il solito trascurabile vizio. Tutto vero, ma qui non si giudica la veridicità, ma se ci sia davvero il grande bisogno di dirle, queste cose, sia pur vere, e di saperle.

Il fatto è che siamo ad un punto che anche un’intervista dev’essere show.

Per Vanity Fair ci dev’essere il trucco. Perché queste cose gli intervistati non le dicano al Corriere o a un qualsivoglia giornale resterà probabilmente un mistero. “Si fidano della nostra professionalità” spiegheranno, tronfi, probabilmente i responsabili del giornale. Può darsi.

Lì, davanti al giornalista di un giornale da parrucchiera o da dentista (non se ne abbiano le parrucchiere e i dentisti per l’accostamento), chi viene intervistato si sbottona senza difficoltà, confessa che nemmeno in Chiesa. Spicciola la sua vita come fosse niente, palesa tutti gli scheletri e gli altarini senza indugio. Si denuda della propria storia, come fosse un velo lieve, come se tutto quello lo raccontasse a un amico più visto da decenni.

Non c’è molto da dire e molto da ragionare. Come purtroppo ripete questa rubrica a mo’ di nenia da tempo, diventando (a discapito di se stessa) ogni giorno più noiosa, non è importante ciò che uno pensa (del mondo, come lo vede, come lo vorrebbe vedere, come spiega tutto ciò che ci accade intorno, chi ha antipatico, perché, chi ha simpatico, perché: ce ne sono di cose da raccontare). Ciò che importa è che dica i fatti suoi, possibilmente attraenti da far vendere il libricciuolo pieno di pubblicità, anche se a noi frega meno di zero.

Voglio dire: se loro non ce lo venissero a raccontare, a noi di chi è stato l’uomo di Valentino ci fregherebbe nulla. Ma ce lo dicono e il pubblico ingoia. Come l’aquila dà il vermicino agli aquilotti.

Non è vero che il pubblico è fatto da undicenni, men che meno i lettori. Ma l’audience, televisivo o meno che sia, spesso è chiamato a scegliere e finché la gente dovrà scegliere tra prodotti di basso livello e semplici da comprendere e prodotti leggermente più bisognosi di pensiero dal livello leggermente più innalzato, la scelta sarà sempre obbligata. Non è vero (come non è vero per la tv) che si producono e si pubblicano e si trasmettono certe cose “perché è la gente che lo vuole”. Non è così che funziona. Non è la gente che lo vuole.

Sono loro (i mass media nella totalità, Vanity Fair non ha evidentemente la capacità di arrivare a tanto) che mettono in condizione la gente di volerlo.

Messaggio Promozionale.
PROSSIMAMENTE SU VANITY FAIR:

- Parla Bin Laden: Lavoro al catasto di Londra: mi chiamano Bill Iden.
- Incontro con Pippo Baudo: Ero una donna e tutti mi prendevano in giro per il nome.
- Conversando con Gaucci: Ho avuto un’idea.
- Totti ha capito il problema: Macché sputo, era un chewing-gum. Ah, fa lo stesso? Una caramella? Uguale? Ehm… Una mentina. No. Un nocciolo d’oliva. Nemmeno. Vediamo… Una liquir…
- Gigi D’Alessio e Tiziano Ferro: “Noi, la musica d’autore”.
- Tremonti: “Ok, ma riportatemi sul mio pianeta”.
- Il nuovo cinema italiano – Gabriele Muccino: “Sbaglia chi dice che parlo sempre delle stesse cose: nel prossimo film parlerò della crisi della famiglia”.
- Rutelli: “Neanch’io capisco mai il punto di ciò che voglio dire”.
- Hitler: “Toh, son sempre vivo?”. In questo numero ci spiega come ha fatto.
- Intervista shock con quelli di Vanity Fair: Facciamo giornalismo..

Pignolo 12 luglio 2004 - Diego Pretini

150


Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE

Copyright © ElbaSun

(Le responsabilità di queste opinioni sono esclusivamente dell’autore)