il Pignolo 15

Kabul nostrana

Ci sono dei luminari che parlano alla televisione che, a volte, avrei voglia di conoscere. Un po' di tempo fa mi sono scagliato contro Studio Aperto, perché aveva usato almeno novanta secondi per lanciare una notizia clamorosa (cioè: l'ex fidanzato di Martina Colombari sta presumibilmente con Manuela Arcuri. Fa venire i brividi per l'importanza storica, no?). L'invettiva questa volta tocca il sempre misurato Tg Uno di Albino Longhi. Non è per essere cattivi, ragazzi, ma sentire paragonare il nostro Capodanno a una "Kabul nostrana" m'ha fatto sussultare. Servizio sui botti e le loro vittime. L'autore del pezzo (Raul Passaretti, sconosciuto ai più) non è neanche male, a dirla tutta, ma la sua metafora dell'altra sera ha raggiunto una tristezza insondabile. Ho cercato di giustificarlo, questo pover'uomo, calmandomi e dicendomi che anch'io ogni tanto mi lancio in qualche figura retorica ardita e rischiosa. Quelli che scrivono e si vogliono divertire a farlo, vogliono far divertire anche chi legge, in fondo, e lo fanno con un lessico un po' sbarazzino, a volte. Passaretti c'ha provato. E ha fallito. "Non è stata, insomma, una Kabul nostrana" hanno suonato (e tuonato) le parole di Passaretti. Il signor Passaretti ha ignorato un particolare grande come un cacciabombardiere americano. Kabul è stata bombardata dagli americani per cercare dei terroristi. A Kabul si dovevano nascondere dai B-52 e dalle Tagliamargherite, perché se beccano quel chiosco all'angolo sei fottuto. Noi italiani, al contrario, ci siamo ritrovati a sparare i botti per cercare del divertimento. Sebbene personalmente non ci trovi nulla di divertente nel veder scoppiare un Minerva o un Magnum o un Cicciolo, come sento chiamare quelle schifezze dalla gente. Provo divertimento guardando un bel fuoco d'artificio, certo. Mille colori per aria. E gli occhi esultano. E invece accendi quello schifo, lo butti per terra e fa un casino dell'altro mondo. E gli orecchi piangono. E' divertimento, questo? Pare di sì. In Italia siamo quasi dei maestri in questo tipo di cosa. Ci facciamo del male inutilmente, pagando due milioni di lire, per il metro di esplosivo della "Bomba Osama", per esempio. E poi li vedi piangenti alla tele che dicono "e all'improvviso m'è scoppiato in mano". Chi non risica, non rosica. Cosa dice, signor Passaretti, ce l'avranno a Kabul due milioni (1033,91 euro) per comprare la Bomba Osama?

Pignolo 10 gennaio 2002 - Diego Pretini

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