Pizza, mandolino e mafia

Nel 1944 un commediografo di Pozzuoli, Guglielmo Giannini, fondò il partito dell’Uomo Qualunque, proponendosi come difensore di “tutti coloro che si sentivano soggiogati da tutti i governi” e, comunque, addossando tutte le colpe delle difficoltà del Dopoguerra alle forze della Resistenza, quindi Dc, Psi, Pci, Partito d’Azione, Partito Liberale, Partito Repubblicano.

Fu, Giannini, colui che inventò lo slogan “si stava meglio quando si stava peggio”. Da qui il qualunquismo, il male più contagioso in Italia.

La storia a volte si ripete, si dice spesso, anche se mai la Storia è sempre uguale a se stessa.

E però è inquietante come Re Phardlifting in questi ultimi tempi stia sparando in serie le cose più banali, scontate, basse che nemmeno Pippo Franco.

I motivi di questa impennata di cresta possono essere tanti:

1) si sente alle strette, ora che perfino i sondaggi (i collaboratori più fedeli e affidabili, ancor più di James Bondi e Renée Fumo Schifani) gli danno torto, cioè un po’ come se Robin facesse il gesto dell’ombrello a Batman o come se Bonny scappasse con i soldi di Clide o ancora come se Gianni andasse a letto con la moglie di Pinotto.

2) Vuole entrare nel gruppo del Bagaglino.

3) S’è rotto le balle. Se ne vuole andare a passare il resto dei giorni alle Hawaii o alle Mauritius, ma non sa come dimettersi. E allora dice vaccate in continuazione per prendere il minor numero di voti possibile per avere la giustificazione. E allora si mette lì con valvassori e valvassini e, tra la mappa del residence e il binomio bermuda-infradito ad aspettarlo, si mettono tutti a pensare alla prossima baggianata da dire col sorriso plastico (in tutti i sensi).

Nell’ultima settimana è riuscito a dire che:

- Più le tasse sono alte, più uno è invogliato ad evaderle. Nel senso: chi ha più soldi, tutto sommato, su, eh eh, è un bricconcello, ma son ragazzi.

- Molti politici di professione hanno rubato e rubano ancora e il modo per riconoscerli sono le seconde case (a volte verrebbe da dirgli: “Mangi i sassi, eh?”). Poi si corregge e dice: “Non dicevo ai miei alleati, ma all’opposizione”. Ps del redattore: tre quarti dei forzitalioti arrivano da Psi, Dc, Pri, Pli e Psdi. Ricordate il Pentapartito?

Due cose nella più lampante contraddizione. Giustifica chi non paga le tasse, dando indirettamente del cretino a chi, imbecille, le paga, e addita come ladri i politici che hanno la seconda casa (che ha anche lui, per altro). E’ vero, la coerenza non è il forte di questo signore e dei suoi valvassori.

D’altronde è fresca la memoria della spassosissima festa di Forzitalia (cosa avranno avuto tanto da ridere, poi, ce lo spiegheranno un giorno, ché stanno mandando l’Italia al macero). Qui l’Ideologo del partito, come lo chiamano (e si capiscono tante cose), uno che si vanta di essere uno dei pochi a difendere Craxi (per dire), don Gianni Baget Bozzo, era stato portato a modello per una frase graziosa. “E’ preferibile il fascismo alla giustizia delle toghe rosse”. Tanto per gradire.

Poi quando Carlo Fucci, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, ha parlato di “fascistizzazione della magistratura”, i forzitalioti sono saltati sulla poltrona in pelle e hanno iniziano ad ululare. Ma come? Non dovrebbe essere un complimento per i divertitissimi 5mila che applaudivano divertiti Re Phardlifting I mentre sbavava quella frase. “Fascistizzazione della magistratura?” avrebbero dovuto dire i 5mila figuranti “Troppo buoni, troppo buoni, non ci fate arrossire”.

Anticipiamo, intanto, i luoghi comuni da prevedere prossimamente:

- “In Parlamento stanno lì a non fare nulla a spese di noi contribuenti” (per attirare i voti tra piccolo borghesi, casalinghe e pensionati). N.B.: nel “noi” c’è anche Phardlifting, perché, lo ricordiamo, anche lui è stato imprenditore, tifoso, operaio, docente universitario, clown (che è il più credibile, forse), pittore, portuale, giocatore di football americano, spia dei Servizi inglesi, dattilografo, deportato, alieno, direttore della fotografia, tifoso del Crotone, torero, sommelier, The Invisible Man, abitante delle favelas, buddista, hippy capellone (ed è qui che si capisce che non è niente vero).

- “Nel calcio è tutto un magna-magna” (per attirare i voti dei tifosi delle squadre piccole)

- “D’altronde la palla è rotonda”. (per attirare i voti del pubblico del Processo di Biscardi. A proposito: da una manciata di puntate nemmeno lì mancano esimi parlamentari del centrodestra. Pare capiscano di più di calcio. Anche se da Biscardi non è evidentemente un criterio di scelta degli interlocutori).

- “Gli albanesi rubano”. (per attirare i voti della Lega Nord e di molti open-minded del Sud)

- “Al Sud non lavora nessuno” (per attirare i voti al nord).

- “Gli uomini sono tutti stronzi”. (per attirare i voti delle donne)

- “Le donne sono tutte…”. (per attirare i voti degli uomini).

- “I napoletani sono pizzaioli o cantanti” (per attirare i voti dei napoletani).

- “Gli ebrei sono tirchi”. (per attirare i voti degli idioti).

- “In Italia il comunismo ci può togliere la democrazia e la libertà” (per attirare il voto di quelli non sanno una cippa di storia).

Deve sorprendere, lui, deve fare il politically incorrect, dire cialtronerie per farsi sentire vicino alla gente comune. Si offende da solo, rimettendo evidentemente nel piatto in cui mangia da dieci anni, un modus vivendi che gli ha permesso fino a questo punto di continuare a stare al sicuro da un’eventuale sentenza nei due processi principali in cui è imputato. Ma siamo sicuri che “tutta” la gente comune gli dia ragione? E’ giusto che gli dia ragione? E perché gli dà ragione? Davvero c’è questo appiattimento del pensiero? Davvero è tutto silicone e gelatina quel che sarà di noi?

Offende personaggi che facendo i politici di professione, come lui dice, hanno permesso di vivere in un Paese, oggi, in cui lui può dire tutto ciò che vuole, senza censura, se non quella della decenza, che sovente non riesce a sentire, a vedere, oltrepassandola con il solito sorriso di plastica (in tutti i sensi). Alcide De Gasperi, cui lui sognerebbe di somigliare e che ogni tanto ritira fuori come un vecchio cappotto che non gli starà mai nemmeno nell’infima fase rem, Palmiro Togliatti, più recentemente lo stesso Aldo Moro, lo stesso Enrico Berlinguer. Proprio la “questione morale” è la cosa che in questo momento a Re Phardlifting frega di meno.

Su Repubblica di ieri Michele Serra diceva che i “suoi discorsetti pettoruti e offensivi sembrano fatti apposta perché uno lo afferri per i revers della giacchetta e gli dica: Prova a ripetere, se hai il coraggio. (…) E’ molto brutto vivere in un Paese il cui premier è un tipo che quasi tutte le volte che lo vedi in televisione ti senti risucchiato in una colluttazione mentale”. E’ la verità, per chi ha un minimo di interesse per il futuro dell’Italia e l’Italia siamo noi, non lui.

Stanno sfasciando il Paese, in tutti i sensi, ci ridono pure, ci fanno le feste, cantando “che-siamo-tantissimi”, inneggiando ad un Paese ricco che evidentemente non lo è, lo sentiamo per strada, in giro, è lì che si sente e che si vede se un Paese sta bene. Non basta più uno stipendio da tre milioni per arrivare alla fine del mese. Perché? L’euro? Solo l’euro? Stiamo scherzando? Ci vogliono prendere in giro? Vorrebbero.

Dopo quattro anni, alle elezioni del 1948, il Partito dell’Uomo Qualunque raccolse pochissimi voti e sparì nel nulla.

Noi siamo in debito già di sei anni, se davvero la Storia ogni tanto concede il bis. Diamole una mano e facciamoci un favore, per l’amor di Dio. Rimandiamoli da dove sono venuti.

Pignolo 23 febbraio 2004 - Diego Pretini

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